CATANIA. Passo dopo passo verso la prima quotazione in borsa dell’aeroporto di Fontanarossa. L’ingresso a Piazza Affari della società aeroportuale di Catania è un cammino complesso, ma giunto ormai nelle sua fase conclusiva: entro il primo semestre del 2016 il titolo dovrebbe già essere presente nei listini della borsa di Milano. Selezionato lo scorso luglio l’advisor che seguirà la società verso l’ingresso nel mercato. “Abbiamo già definito e contrattualizzato il global coordinator. Adesso i consulenti accompagneranno la società nella fase finale curando tutti gli aspetti, industriali, legali e informatici. Il nostro obiettivo è di definire la quotazione entro la metà del prossimo anno”. Lo ha detto ieri sera Gaetano Mancini, amministratore delegato Sac nel corso di un convegno svoltosi nello spazio polifunzionale “Norma” dell’aeroporto di Catania, intitolato “Sac: quotarsi in Borsa per investire in infrastrutture aeroportuali e continuare a crescere”.
Ma il processo di quotazione, “Naturalmente dipenderà – ha proseguito Mancini – anche dalle condizioni del mercato e dalle finestre che si apriranno. La quotazione è un processo che non riguarda solo noi ma più complessivamente il sistema dei mercati. La Sac è dotata di una storia e di aspettative che riteniamo interesseranno al mercato. Siamo fiduciosi. Ma ritengo poi debba essere chiaro il fatto che non si tratta solo di una modalità finalizzata all’acquisizione di nuovo capitale. Ma anche di uno strumento di crescita oltre che della Sac, in generale del territorio. Allinearsi ai rigidi standard richiesti dal mercato della borsa, impone un salto di qualità”. La quotazione, infatti, non prevedrà alcun controllo della maggioranza ma avverrà tramite un’offerta pubblica di sottoscrizione di azioni di nuova emissione derivanti da un aumento positivo del capitale.
Insomma, una sfida per del territorio, ma che inevitabilmente si confronta con le tante criticità che continuano ad insistere in un contesto come quello siciliano ove sempre più spesso fa notizia per carenze nei servizi pubblici, quali vie di comunicazione, autostrade, ospedali e via dicendo. “E’ necessario che il territorio segua questo sviluppo e faccia uno sforzo. I nostri indicatori certamente da un lato ci confermano la crescita dell’aeroporto, ma dall’altro se vogliamo che il futuro dello scalo giovi a tutti, va supportato da un incoming di ampio respiro. Il nostro territorio deve essere in grado di offrire al turista che arriva a Catania servizi adeguati: mobilitare l’intero sistema degli operatori turistici è un pezzo anch’esso compreso nel piano strategico della Sac”.
Ma il convegno di ieri sera, moderato dal giornalista Piero Maenza, ha previsto vari interventi, fra cui quello di Stefano Paleari, direttore scientifico Iccsai, (International Center for Competitiveness Studies in the Aviation Industry). “Le potenzialità dello scalo di Catania si sono tradotte in una reale crescita. Il sistema ha mostrato una buona resilienza rispetto ai frangenti di crisi. La Sicilia è cresciuta più del mercato europeo e italiano, sebbene in un contesto economico indebolito. Ci dirigiamo verso una fase in cui la crescita finanziaria sarà molto contenuta. I paesi più sviluppati faranno più fatica a crescere e lo sviluppo avverrà inevitabilmente a discapito di un altro”. Ma secondo Paleari, questi anni sarebbero decisivi per l’affermazione del trasporto aereo, la cui crescita toccherà il suo culmine, “Diventerà un trasporto di massa. – prosegue -. Vivremo una seconda fase che la società ha vissuto in passato con l’automobile, la quale per circa trent’anni ha registrato un tasso di crescita”.
La crescita è poi anche frutto di un cambiamento profondo, “Il contesto attuale è positivo, – dice – sostenuto anche da prezzi del petrolio in riduzione e da buoni risultati economici dei vettori. Questi ultimi hanno certamente manifestato una dinamicità tale da modificare significativamente gli equilibri e i rapporti di forza con gli aeroporti. Basti pensare che i vettori low cost oggi apprezzano anche gli aeroporti principali, cosa che in passato facevano poco. Paleari torna infine a soffermarsi sullo scalo etneo. “Catania ha dimostrato una grande strategia di incoming, aumentando il numero delle rotte in particolare quelle internazionali e nazionali. Certamente l’interazione con il mercato azionario ha risvolti addizionali a quelli prettamente finanziari. Questi fattori non direttamente finanziari, sono ancor più importanti stante il modesto costo del capitale. La quotazione in Borsa di una società di gestione aeroportuale, dunque non cancella l’azionariato pubblico, ma semplicemente lo riequilibra” – ha concluso Paleari.
Veloce l’intervento di Maria Teresa Bocchetti, segretario generale di Assaeroporti. “Il processo di quotazione in Borsa rispecchia una crescita rispetto alla stasi. Il settore aeroportuale finalmente ha registrato una ripresa molto forte, il settore si sta risollevando, ma speriamo che la crescita anticipi un rilancio dell’intero paese. E’ fondamentale che le infrastrutture si adeguino agli standard internazionali. Dobbiamo fare uno sforzo comune”.
Quanto alla decisione presa dalla società di aprire al capitale privato offrendo la possibilità a nuovi investitori di sottoscrivere azioni di nuova emissione, ne ha parlato Alessio Quaranta, direttore generale dell’Enac, “Privatizzare – ha affermato – serve per tutta una serie di motivi, a partire da una chiara indicazione legislativa. L’Enac, poi, caldeggia le procedure di dismissione. La finalità è garantire taluni elementi, a cominciare dalla parità di trattamento, con l’obiettivo principale di rilanciare gli investimenti, specie in un momento in cui le risorse pubbliche per questi sono scarse”.
“La quotazione in Borsa dell’aeroporto di Catania, a mio avviso, ritengo sia un evento estremamente positivo. Specie per consentire a questa terra di uscire dal nanismo di cui il tessuto economico risulta da sempre fortemente segnato” – è stato il commento di Antonello Cracolici, del Partito democratico, neo assessore regionale all’Agricoltura, già presidente della Commissione Affari istituzionali dell’Ars.

