PALERMO – Dalla crescita del turismo del vino alla capacità di trasformare le risorse europee in investimenti concreti, fino al rafforzamento delle infrastrutture strategiche: la Sicilia consolida un modello di sviluppo che unisce competitività, attrattività dei territori e sostegno alle imprese.
La Sicilia al Vinitaly
È il messaggio emerso oggi al Vinitaly, nel corso del confronto tra l’On.le Luca Sammartino, Assessore per l’Agricoltura, lo Sviluppo rurale e la Pesca mediterranea della Regione Siciliana, e Gian Marco Chiocci, direttore del Tg1, all’interno del panel promosso dalla Regione Siciliana nel Padiglione 2 di Vinitaly.
In uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, rallentamento delle esportazioni e aumento dei costi energetici e logistici, l’enoturismo rappresenta una leva concreta per rafforzare la competitività delle aziende siciliane e aprire nuove opportunità di crescita. Il turismo legato al vino e all’enogastronomia è oggi uno dei segmenti a più alto potenziale a livello globale, con un valore destinato a superare i 40 miliardi di euro entro il 2030.
In questo contesto, la Sicilia si posiziona tra le destinazioni più attrattive: è la seconda meta enogastronomica d’Italia dopo la Toscana ed è tra le più richieste nei principali mercati internazionali, con livelli di interesse superiori al 60% tra i turisti francesi e statunitensi.
La crescente domanda di esperienze autentiche legate ai territori del vino – dall’Etna alle grandi aree vitivinicole dell’Isola – conferma il ruolo della Sicilia come destinazione sempre più riconosciuta e competitiva. Anche il potenziamento dei collegamenti internazionali, come i voli diretti tra la Sicilia e New York City, può contribuire ad ampliare i flussi turistici di qualità e generare nuove occasioni di sviluppo per le imprese locali.
Vino e turismo
Accanto alla spinta del turismo, il confronto ha evidenziato il percorso avviato dalla Regione per rafforzare il sistema agricolo attraverso riforme, investimenti infrastrutturali e una rinnovata capacità di utilizzo delle risorse europee. Uno dei risultati più rilevanti riguarda proprio la spesa: la Sicilia ha raggiunto il target del PSR, utilizzando il 99,92% delle risorse disponibili, un livello tra i più elevati a livello nazionale. Un dato che segna una netta discontinuità rispetto al passato e testimonia un rafforzamento concreto della capacità amministrativa nella gestione dei fondi europei.
Sul fronte infrastrutturale, Sammartino ha evidenziato il rafforzamento degli investimenti sulle reti irrigue, con 63 progetti finanziati per un valore complessivo di circa 391 milioni di euro attraverso un mix di risorse nazionali ed europee. Un passaggio fondamentale verso l’ammodernamento del sistema e una maggiore resilienza del comparto agricolo, soprattutto in un contesto segnato dagli effetti della siccità.
I fondi Pnrr
Nel corso dell’intervento è stato affrontato anche il tema dei progetti inizialmente non finanziati dal PNRR. È stato evidenziato come la Regione abbia avviato un percorso di riprogrammazione che ha consentito di recuperare e finanziare gran parte degli interventi attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione, trasformando una criticità in un’opportunità concreta per il territorio. Negli ultimi anni, e in particolare nella fase finale del programma, si è registrata inoltre un’accelerazione significativa: oltre il 40% delle risorse è stato speso negli ultimi tre anni, con un ritmo di avanzamento superiore rispetto al periodo precedente.
Un’evoluzione che segna il passaggio da una fase caratterizzata da criticità nell’utilizzo dei fondi a una gestione più efficace e tempestiva delle risorse europee. “Competitività e attrattività del territorio sono un connubio imprescindibile per lo sviluppo della Sicilia. In questi anni abbiamo puntato sugli investimenti per rinnovare il sistema siciliano e dare nuova linfa al comparto agricolo. E non solo. Un grande risultato riguarda i target di spesa del Psr, abbiamo utilizzato il 99,92% delle risorse disponibili invertendo la rotta. Last but not least: il turismo.
L’enoturismo è una scommessa che abbiamo accettato e nella quale ci stiamo scommettendo. Il turismo esperienziale focalizzato sulla scoperta del vino, della specificità del suo territorio e della cultura locale sta attirando migliaia di visitatori nella nostra regione e i numeri ci dicono che abbiamo imboccato la strada giusta. Un modo per ampliare l’offerta turistica che ci consente di fare conoscere il territorio”, ha dichiarato l’Assessore Sammartino.
Il confronto al Vinitaly restituisce così l’immagine di una Regione che punta a rafforzare il proprio sistema agricolo integrandolo sempre più con turismo, cultura e mercati internazionali, con il vino e le produzioni di qualità come leve strategiche di sviluppo.
Scarpinato: “Al Vinitaly visione nuova e integrata”
“Parlare di vino in Sicilia significa inevitabilmente parlare anche di cultura. Le nostre vigne sorgono accanto a templi antichi, ai borghi storici e ai paesaggi che sono essi stessi patrimonio culturale. È un’esperienza che unisce gusto e conoscenza, sensorialità e memoria, tradizione e identità. Per questo abbiamo voluto portare a Vinitaly una visione nuova e integrata, in cui l’eccellenza enogastronomica si arricchisce attraverso la scoperta del nostro straordinario patrimonio culturale”.
Lo ha detto l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, all’inaugurazione della mostra “Millenni di storia e di vino. Le rotte del vino nel Mediterraneo”, promossa dalla Regione Siciliana e ospitata al padiglione 2 a Verona. Presenti anche il direttore del parco archeologico di Segesta, Luigi Biondo e la soprintendente dei Beni culturali di Caltanissetta, Daniela Vullo.
“Le strategie di promozione e comunicazione messe in campo dall’assessorato dei Beni culturali in questi anni ci hanno consentito di raggiungere risultati importanti – ha aggiunto – Tra questi, il traguardo della Valle dei Templi che, con oltre un milione di visitatori annui, è entrata stabilmente nella top 10 dei siti culturali più visitati in Italia, superando anche realtà prestigiose come il Museo Egizio di Torino”.
“Proprio nel Parco archeologico di Agrigento abbiamo inaugurato il primo giardino sensoriale, pensato anche per i visitatori con disabilità, per consentire una fruizione inclusiva attraverso tutti e cinque i sensi. Fra gli altri interventi realizzati – ha concluso Scarpinato – l’apertura del Museo dei relitti greci di Gela e dopo vent’anni quella del tempio dorico di Segesta, e ancora l’inaugurazione del Villino Favaloro, primo museo della fotografia, fino al restauro del casolare di Peppino Impastato a Cinisi, luogo simbolo della memoria e dell’impegno civile”.

