Sanità, anche il Cga stoppa Crocetta| “No alla nomina di nuovi manager” - Live Sicilia

Sanità, anche il Cga stoppa Crocetta| “No alla nomina di nuovi manager”

L’avvertimento al governo: “In Asp e ospedali potranno andare solo dei commissari”. Che potrebbero decadere subito dopo l'insediamento.

PALERMO – Adesso lo ha detto anche il Cga. Il governo Crocetta non potrà nominare nuovi direttori generali nella Sanità siciliana, ma dovrà limitarsi all’individuazione di commissari straordinari. Commissari, però, che saranno scelti con una procedura “insolita” e con una scadenza potenzialmente assai vicina: dei “commissari speciali”, insomma.

È questo, in sintesi, il contenuto di un parere in realtà molto articolato e complesso, emesso dall’organo consultivo del tribunale amministrativo siciliano. La storia in effetti è assai ingarbugliata. L’Ars, pochi mesi fa, ha approvato una norma che prevede il divieto per il governo di nominare nuovi direttori generali in ospedali e Asp, obbligando, in caso di posti vacanti, a scegliere solo dei commissari. E così in effetti è già accaduto, in occasione della nomina del nuovo vertice del Policlinico di Palermo: Fabrizio De Nicola è arrivato in qualità di commissario e non di direttore generale.

Un fatto non di poco conto, per chi ha proposto la norma: il manager, con un contratto quasi sempre quinquennale, sarebbe “blindato” anche per gli anni che verranno, mentre il commissario – figura che ha natura prettamente fiduciaria – potrebbe essere sostituito dal governo che verrà con nuovi manager.

Il blocco imposto dall’Ars si fonda su un fatto che è decisivo, nel parere del Cga: una recente norma nazionale ha infatti disposto la creazione di un elenco unico nazionale dal quale i governi regionali dovranno attingere per la scelta dei manager. Un elenco che, però, ancora non esiste anche perché la norma è stata giudicata dalla Consulta in parte incostituzionale. Il governo nazionale potrà però “sanare” questo vizio con un decreto “correttivo”.

Nell’attesa, il governo Crocetta voleva utilizzare le vecchie procedure, attingendo al vecchio elenco regionale, che però a sua volta non era ancora stato aggiornato. E così, l’Ars ha deciso che – proprio per evitare che le nomine fondate su un elenco ormai ‘scaduto’ potessero essere giudicare illegittime – di bloccare le nomine dei manager e obbligare il governo a rivolgersi solo a commissari straordinari.

Ma la situazione si è ulteriormente complicata, visto che nel frattempo, sulla norma dell’Ars è giunta l’impugnativa di Palazzo Chigi. Impugnativa che si traduce in un ricorso alla Corte costituzionale. E che aveva spinto il presidente della Regione Crocetta ad annunciare: “Visto che la norma è stata impugnata, procederò con la nomina dei direttori generali”.

Peccato che non sia così semplice. Perché nonostante l’impugnativa, la legge è ancora vigente. Insomma, un garbuglio di norme, ricorsi e opinioni. Alle quali il Cga ha cercato di dare una forma e un filo logico. Nella sostanza, i giudici amministrativi hanno confermato il divieto a nominare nuovi manager, così come sancito dall’Ars. Ma per “superare” i dubbi sollevati dal Consiglio dei ministri, bisognerà individuare una procedura per la scelta dei commissari. Questi, spiega il Cga, dovranno infatti essere selezionati seguendo lo stesso iter previsto per i direttori generali. Non potrà essere, insomma, l’assessore a nominare direttamente il commissario, ma la scelta dovrà passare anche dalla giunta regionale e quindi dall’esame della commissione affari istituzionali all’Ars.

Le nomine che verrebbero fuori da questa procedura, però, potrebbero avere una durata molto lunga o brevissima. Formalmente, infatti, l’incarico dovrà avere una lunghezza massima identica a quella prevista per i manager (cinque anni). E queste nomine non sarebbero soggette allo “spoyl system”: il nuovo governo, insomma, non potrebbe a quel punto sostituirli, appena insediato. Si tratterebbe, insomma, di “manager mascherati”.

Ma l’esperienza dei nuovi, futuri commissari potrebbe cessare nel giro di pochi mesi. Infatti l’incarico decade nel momento in cui lo Stato, dopo aver trovato una intesa con le Regioni, decidesse di modificare, con un “decreto correttivo”, l’origine di tutto il caos: la norma, cioè, che prevedeva l’elenco nazionale dei manager. Il governo Gentiloni ha tempo fino al 18 settembre prossimo.

Quando arriverà questa correzione, gli incarichi dei nuovi commissari cesserebbero immediatamente. Ma aprendo al nuovo paradosso: a quel punto quasi certamente la Sicilia si troverebbe nel periodo della legislatura successivo all’indizione dei comizi elettorali. Quando la Regione, per legge, potrebbe nominare solo… commissari. Insomma, al termine di questo garbuglio legislativo, emerge un solo elemento: la Regione non potrà nominare nuovi manager. Al vertice di Asp e ospedali potranno arrivare solo commissari straordinari. Anzi, commissari “speciali”.


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