Santapaola, pioggia di condanne |16 anni per Angelo Mirabile - Live Sicilia

Santapaola, pioggia di condanne |16 anni per Angelo Mirabile

Pene pesantissime quelle inflitte dal Gup Anna Maggiore. Otto anni per Giorgio Cannizzaro, l'uomo che per la Dia avrebbe protetto la latitanza di quel Santo La Causa, che da quanto si è pentito ha inchiodato i vertici di Cosa nostra.

Fiori Bianchi/Abbreviato
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Angelo Mirabile

CATANIA – Pene pesantissime quelle inflitte dal Giudice per le Udienze Preliminari Anna Maggiore che ieri a Bicocca ha dato lettura della sentenza nei confronti degli imputati che finirono in manette nell’operazione antimafia Fiori Bianchi 3 e che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato.

I nomi che per la Dda di Catania erano dentro la “cupola” di Cosa nostra catanese sono inserito sotto l’effige condanna nelle 8 pagine di dispositivo firmato dal Gup Maggiore – Angelo Mirabile e Salvatore Battaglia (16 anni per il primo, 12 anni per il secondo) per citare due degli imputati che sarebbero tra i capi indiscussi dell’organizzazione criminale che avrebbe messo radici (almeno fino al 2012) in tutti i settori del crimine: tra cui estorsioni e appalti. E soprattutto avrebbe ramificazioni in ogni quartiere e in ogni paese dell’hinterland etneo.

Otto anni per Giorgio Cannizzaro, il nome che avrebbe rappresentato la “cerniera” tra i Santapaola e i grandi poteri istituzionali, finanziari e criminali: politica, massoneria, imprenditoria collusa, Vaticano e anche Camorra. Cannizzaro uomo vicinissimo a Santo La Causa, tanto da essere stato individuato dalla Dia come l’uomo che ha “coperto” e aiutato il boss santapaoliano durante la sua latitanza.

A delineare i confini del potere della famiglia “promossa e diretta – come si leggeva nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal Pm Agata Santonocito – da Benedetto Santapaola, Aldo Ercolano (classe ’60) e Vincenzo Santapaola” sarebbe stato sempre il racket delle estorsioni. Sono state scoperte, anche grazie alle dichiarazioni del pentito Santo La Causa, oltre venti estorsioni: sarebbero state imposte dal 1993 con un giro d’affari tra i 2 mlia e i 6 mila euro annui per ogni esercizio che pagava il pizzo. Introiti che nulla hanno a che vedere con i sei zeri provenienti dallo spaccio di stupefacenti: dalla droga, ancora una volta, infatti proverrebbero – secondo quanto accertato – i maggiori proventi del Clan.

Assolto Giuseppe Bosco: ma il figlio del re del catering è imputato per traffico di stupefacenti e la sua posizione di finanziatore della cocaina sembra blindata anche dalle dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia, il trafficante Domenico Querulo.

LE CONDANNE. 16 anni per Angelo Mirabile. 13 anni per Mario Guarrera, oltre ad una multa per 6 mila euro. 12 anni e 8 mesi con 6 mila euro di multa per Francesco Platania. Stessa pena ma 6 mila euro di 3000 euro di multa per Carmelo Puglisi. 12 anni per Salvatore Battaglia. 12 anni e 6 mila euro di multa per Antonino Botta. 11 anni e 4 mesi di carcere e 6 mila euro di multa per Ivan Natale Filloramo. Pietro Stimoli è stato condannato a 10 anni e 8 mesi con una multa di 2 mila euro. 8 anni per Armando Natale Angemi, Alfio Brancato, Giorgio Cannizzaro, Orazio Carbonaro, Mirko Pompeo, Elio Catania, Salvatore Fiore, Giuseppe Fioretto, Alessandro Lanzafame, Francesco Leonardi, Salvatore Gerardo Marro, Giovanni Messina, Salvatore Miano, Carmelo Nista, Matteo Orlando, Lorenzo Pavone, Giuseppe Puglisi, Giuseppe Santonocito, Filippo Scalogna, Carmelo Scuderi, Giuseppe Tringale, Santo Tudisco, Gaetano Mario Vinciguerra e Salvatore Zito. 7 anni e 6 mesi con 3 mila euro di multa per Ignazio Barbagallo. 6 anni e 8 mesi per Salvatore Aiasecca. Sei anni per Davide Battiato, Vincenzo Dato, Gianfranco Faro, Gabriele Lo Bianco, Antonino Meli, Carmelo Tommaso Sciuto, Orazio Carmelo Stimoli. 6 anni e 8 mesi anche per Andrea Luca Nizza con in un più una multa di 30 mila euro. 5 anni e 200 mila euro di multa per Rosario Cantone. 4 anni per Ettore Scorciapino e Sciacca Salvatore. Due anni e sei mesi con 2000 euro di multa per il collaboratore Santo La Causa.

Il Giudice ha condannato gli imputati oltre al risarcimento dei danni per le parti civili da liquidarsi su determinazione di un processo civile, alla rifusione delle spese di costituzione stimati in 1.500 euro per ognuno.

LE ALTRE POSIZIONI – Il Gup Anna Maggiore ha disposto il non doversi procedere per Salvatore Indelicato e Carmelo Messina in quanto giudicati “per lo stesso fatto – si legge nel dispositivo – con sentenze del Gup” precedenti a questo verdetto.

ASSOLUZIONI. Assolti con la formula per non aver commesso il fatto per Marco Battaglia, Giuseppe Bosco, Salvatore Calì, Angelo Di Stefano, Maurizio Fiocco, Agatino Manara, Giampiero Nicotra, Domenico Francesco Petronio, Stefano Prezzavento, Salvatore Scuderi, Giovanni Antonino Tosto e Giovanni Tropea.

Il Gup ha disposto l’immediata scarcerazione per Indelicato, Manara, Messina e Petronio sempre se non sono detenuti per altra causa o imputati in altro procedimento.

Il PROCESSO ORDINARIO. Una sentenza questa che peserà non poco nel processo che si sta celebrando con il rito ordinario e che vede alla sbarra gli altri vertici della cosca Ercolano Santapaola, tra cui l’ergastolano Santo Battaglia che anche dal carcere avrebbe gestito gli affari del suo gruppo al Villaggio Sant’Agata. E ad aggravare alcune posizione le dichiarazioni del neo collaboratore di giustizia Davide Seminara, profondo conoscitore dei loschi traffici di droga e armi a Librino. E da anni, come ha detto anche Santo La Causa, i re dello spaccio a Librino sono i “Nizza”, dal 2007 uomini d’onore di Cosa Nostra.

 


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