Sicilia, piano assunzione precari Covid - LiveSicilia.it

I tremila precari Covid e il piano per assumerli

Commenti

    Quindi basta avere un contratto di qualche mese per essere assunti senza regolare concorso!!!

    Ha letto l’articolo? Il personale verrà “selezionato attraverso prove selettive per titoli e/o colloquio”. Ossia… Un concorso.

    Mi pare anche giusto, anzi giustissimo, che tutto il personale precario impiegato nella lotta contro il covid anche solo per qualche mese, venisse già ora stabilizzato (senza aspettare i 18 mesi paventati da più fonti), come premio appunto per costoro operatori sanitari che si sono messi a disposizione in prima linea (con enormi sacrifici) nella lotta contro sto virus che cmq ha sconvolto il vivere quotidiano del mondo intero

    Dice benissimo il dott. Lanteri, quando sostiene che le aziende ospedaliere e sanitarie non si possono permettere il lusso di perdere il personale da essi formato in questo lasso di tempo di emergenza

    Posso essere d’accordo per il personale sanitario Medici, Infermieri, OSS, Assistenti Sanitari, ma meno molto meno per gli amministrativi e simili. Non si può assumere con un semplice contratto del personale a tempo indeterminato.

    Le figure professionali da non disperdere e premiare sono proprio quelle di prima linea (medici, infermieri, oss e assistenti sanitari), anche perché in tantissimi non faranno la quarta dose e il periodo autunnale-invernale sarà pesante per malati-pazienti e aziende sanitarie che dovranno continuare a sapere tamponare nelle cure

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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