Sicilia tra le regioni “maglia nera” per l'utilizzo dei fondi del Pnrr

Sicilia tra le regioni “maglia nera” per l’utilizzo dei fondi del Pnrr

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Ciancitto: "Siamo fiduciosi che il Presidente Schifani e l'assessore Volo dimostreranno il lavoro fatto".
IL DIBATTITO
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2 min di lettura

PALERMO. Gli ultimi articoli di stampa non lasciano sereni. La Sicilia è tra le regioni che ad oggi ha fatto peggio, rispetto all’utilizzo dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con grossi ritardi sulle costruzioni di ospedali e case di comunità che devono completarsi entro il 2026. A rischio ci sono 800 milioni di euro, somme che permetterebbero, invece, un concreto passo avanti per l’adeguamento infrastrutturale della sanità siciliana.

Di contro va evidenziato che la Sicilia è tra le poche regioni in Italia ad aver completato l’iter progettuale e amministrativo richiesto, come sottolinea lo stesso assessorato regionale alla Sanità dell’isola.

I finanziamenti, come da programma, servono per la realizzazione di 156 case di comunità, 43 ospedali di prossimità e 49 centrali operative. Le strutture non potranno rimanere scatole vuote e dunque entro il 2026 dovrà trovarsi anche il personale medico ed infermieristico da inserire in organico, oltre ad aver provveduto all’acquisto delle apparecchiature necessarie per rendere funzionali i presidi sanitari.

A seguire da vicino il caso è il deputato nazionale, Francesco Ciancitto, componente della commissione sanità del Parlamento nazionale. “Da diverso tempo seguo con attenzione ed anche con qualche apprensione, quello che accade nell’isola – evidenzia il deputato Ciancitto -. Sono fiducioso rispetto al lavoro che in Sicilia sta compiendo il Presidente della Regione, Renato Schifani e l’assessore alla Salute, Giovanna Volo e sull’argomento mi sono confrontato con tutti gli esponenti istituzionali nazionali e regionali del partito di FdI. A nome del gruppo chiedo un incontro chiarificatore al presidente Schifani e all’assessore Volo. I fondi del Pnrr sono un’occasione che non possiamo lasciarci sfuggire. Per noi la parola d’ordine resta lavorare e fare bene per la nostra terra. Completare l’iter burocratico da solo non basta. È necessario il monitoraggio del cronoprogramma, per dimostrare al Ministero gli interventi effettuati. Non c’è molto tempo, il 2026 è vicino. Utilizzare tutti i fondi del Pnrr significa recuperare il Gap che ci separa da altre regioni del nord Italia”.

I timori rispetto all’utilizzo delle somme destinate all’isola sul fronte sanità sono emersi dopo l’esame del monitoraggio semestrale presentato in commissione Affari sociali e lavoro del Senato.


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