PALERMO – La Regione va avanti con i tamponi per i siciliani tornati dal Nord e ancora in quarantena. La conferma arriva dall’assessorato alla Salute guidato da Ruggero Razza. Si tratta di 15 mila persone, e cioè tutti quelli rientrati in Sicilia dal 14 marzo per i quali un’ordinanza del governatore Nello Musumeci ha reso obbligatorio l’isolamento e il tampone.
Fino ad oggi (la Regione non ha reso noti i numeri) sarebbero stati eseguiti circa 3.000 test, di cui circa l’1,5 per cento (39 casi) hanno dato esito positivo. Da qui l’esigenza, dicono dalla Regione, di proseguire sulla linea dei tamponi a tappetto, accantonando, almeno per il momento, l’ipotesi di una sorta di autocerficazione – con consenso informato e rigidi passaggi clinici – per coloro che hanno già concluso il periodo di quarantena senza alcun sintomo. Una soluzione che, a detta dello stesso comitato scientifico regionale, va prevista solo come extrema ratio e in mancanza dei tamponi.
Al momento c’è una carenza di test, o meglio di reagenti ma oggi dovrebbero arrivare nuove scorte. Nel frattempo la risposta regionale potrebbe adeguarsi ai pareri scientifici dell’istituto superiore di sanità. Ad esempio si dovrebbe fare ricorso ai test rapidi in ausilio alla sierologia classica e ai tamponi rinofaringei.
Ai tanti siciliani che hanno seguito le procedere, registrandosi al portale regionale e rimanendo in isolamento, si chiede di stringere i denti. Per alcuni la quarantena sta diventando insostenibile.

