Scandalo Saguto, primo verdetto| Assolto Virga, condannato Licata - Live Sicilia

Scandalo Saguto, primo verdetto| Assolto Virga, condannato Licata

Sorte processuale opposta per i due magistrati.

CALTANISSETTA
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PALERMO – Condannato Fabio Licata a due anni e quattro mesi, assolto Tommaso Virga con la formula “perché il fatto non sussiste”. Si conclude il primo importante step processuale dell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Saguto”. La sentenza è del giudice per l’udienza preliminare di Caltanissetta Marcello Testaquatra. La ricostruzione dei pubblici ministeri regge solo per un falso, mentre cadono tutte le altre imputazioni.

Licata rispondeva di abuso d’ufficio, falso e rivelazione di notizie riservate. Per lui i pm avevano chiesto la condanna a tre anni. Virga era accusato di abuso di ufficio e la richiesta di pena era di un anno e sei mesi.

Secondo la ricostruzione della Procura, Virga, ex presidente di una sezione penale del Tribunale di Palermo e poi trasferito a Roma, esponente di spicco della stessa corrente di Silvana Saguto, quando era componente del Csm avrebbe fatto pressioni sull’ex presidente delle Misure di prevenzione affinché nominasse il figlio Walter, sotto processo con il rito ordinario, come amministratore giudiziario. Così avvenne nei sequestri Rappa e Bagagli, nonostante Saguto lo considerasse “un ragazzino da niente”.

La nomina “era volta all’esclusivo scopo di compiacere Tommaso Virga da cui essa si attendeva autorevole sostegno presso il ministero della Giustizia, il Csm, l’Associazione nazionale magistrati e la stampa”. Inizialmente al magistrato, difeso dall’avvocato Enrico Sorgi, era stata contestata l’induzione alla concussione poi derubricata nella meno grave ipotesi di abuso d’ufficio. Ora è stato assolto, nonostante la Procura avesse chiesto la condanna a un anno e quattro mesi. Virga è stato prosciolto nel procedimento disciplinare davanti al Csm che si è chiuso con la radiazione di Saguto.

Licata, invece, a cui il Csm ha applicato la sanzione della perdita di due mesi di anzianità, è stato assolto dall’accusa di abuso di ufficio in concorso con Saguto dando il via libera all’aumento dei compensi in favore del marito dell’ex presidente, l’ingegnere Lorenzo Caramma. Assolto pure dall’accusa di avere rivelato a Saguto la notizia del trasferimento da Palermo a Caltanissetta del fascicolo aperto sulla gestione del patrimonio Rappa, amministrato da Walter Virga. La condanna a due anni e quattro mesi riguarda i presunti falsi nei provvedimento di liquidazione per gli amministraori di Italgas. Falsa sarebbe stata anche la firma sul decreto di sequestro per gli imprenditori Rappa ed Evola. Dovevano essere decisi dall’intero collegio, ma Licata avrebbe falsificato la sigla della Saguto che non era presente in Tribunale, ma dall’atto risultava in servizio. La difesa ha sempre sostenuto che la perizia non ha stabilito che sia stato Licata ad apporre le sigle.

Risarcite le parti civili – gli imprenditori Gabriele, Filippo e Vincenzo Corrado Rappa – a cui è stata riconosciuta una provvisionale immediatamente esecutiva di 10 mila euro ciascuno. Licata dovrà risarcire anche l’Agenzia beni confiscati, la presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero della Giustizia.


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Commenti

    Era prevedibile.
    Anzi uno è stato condannato a due anni, che non farà, ma che se farà ricorso è possibile che possa essere assolto, quindi chiedere i danni.
    E’ siamo solo all’inizio.
    Immaginate cosa succederà al processo vero e proprio.
    Vedrete.
    La Saguto sarà assolta e chiederà tanti danni da sbancare le casse.

    …primo verdetto o prima vergogna?

    Finirà in un nulla di fatto. Siamo in Italia e lupo non mangia lupo specie in magistratura. Il rigore è riservato ai cosiddetti muri bassi.

    cane non morde cane si sapeva

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