La Divisione anticrimine della questura di Trapani e la finanza sequestrano beni e società degli imprenditori Francesco e Vincenzo Morici. Valgono 30 milioni di euro. Farebbero parte del cartello allestito dal capomafia latitante Matteo Messina Denaro, che avrebbe controllato pure i lavori per la prestigiosa regata velica che fece tappa in Sicilia nel 2005. Tra le carte dell'inchiesta, pure i rapporti con la politica. E spunta il nome del senatore Antonino D'Alì. Guarda il video.
La sentenza di condanna, per le sei persone imputate nel processo d'appello per la morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, vede confermato l'ergastolo per Matteo Messina Denaro, Giuseppe Graviano, Salvatore Benigno, Francesco Giuliano e Luigi Giacalone. Dodici anni invece al pentito Gaspare Spatuzza. Leggi il verbale dell'orrore, in cui è contenuta la testimonianza del pentito Vincenzo Chiodo: "L'ho ucciso e sciolto nell'acido".