Tentato omicidio a San Berillo| Due giovani di Palagonia in manette - Live Sicilia

Tentato omicidio a San Berillo| Due giovani di Palagonia in manette

In meno di 24 ore i poliziotti della Squadra Mobile hanno rintracciato i due giovani che hanno sparato sabato sera al 27enne romeno. Il movente: screzi per la frequentazione di alcune donne. E sullo sfondo la prostituzione. LA CRONACA

L'indagine e i retroscena
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Gioele Livio Nazo

Gaetano Scapuzzo Scirè

CATANIA – Screzi personali dovuti alla frequentazione di alcune donne romene. Ci sarebbe questo dietro il tentato omicidio avvenuto sabato notte nel cuore del quartiere San Berillo: E. M., romeno di 27 anni, è stato colpito con quattro colpi di pistola ed è stato operato all’Ospedale Garibaldi di Catania. Fortunatamente le ferite all’addome, alla testa e alla gamba non hanno compromesso organi vitali. La Squadra Mobile in meno di 24 ore è riuscita a identificare i due autori del fatto di sangue e a ricostruire il movente. Livio Gioele Nazo, 23 anni, e Gaetano Scapuzzo Scirè, 25 anni sono stati arrestati e nel corso della notte hanno confessato.

L’indagine è stata difficile, anche perchè la scena del crimine è stata compromessa dalla pioggia torrenziale. Gli agenti della Squadra Mobile comunque sono prima riusciti a localizzare la zona del ferimento anche grazie alle dichiarazioni del romeno, che è riuscito a fornire alcuni dettagli agli investigatori. L’agguato è avvenuto tra via Ventimiglia e via Pistone: la polizia scientifica, inviata sul posto, ha rinvenuto anche dei bossoli di piccolo calibro. La Squadra Mobile ha poi effettuato una mappatura delle telecamere di videosorveglianza e grazie all’esame di alcuni video è riuscita a individuare una Mercedes scura. L’attenzione dei poliziotti è andata immediatamente a questa vettura in quanto il modello e il colore coincidevano con la descrizione fornite dal 27enne ferito. Una volta individuata la targa, gli accertamenti hanno portato al nome di Scapuzzo Scirè, uno dei giovani di Palagonia finito in manette. Ed è bastato poco ai poliziotti per sapere che il 25enne solitamente frequentava Nazo, alche lui originario del paese calatino.

A dare vigore alla pista intrapresa dalla Squadra Mobile sono state anche le dichiarazioni di due romene, una delle quali compagna della vittima, che hanno confermato di conoscere due giovani provenienti da una cittadina fuori Catania che viaggiavano a bordo di una Mercedes. Le due donne hanno anche raccontato che sabato notte avevano sentito dei “botti” ma, essendo Halloween, avevano pensato si trattasse di petardi. Solo quando hanno visto il romeno insanguinato camminare con difficoltà hanno capito che invece avevano sentito dei colpi di pistola.

L’obiettivo degli investigatori a quel punto è stato quello di rintracciare la Mercedes. Per questo scopo è stato predisposto un piano finalizzato alla ricerca della Mercedes, coordinato dal Dirigente Antonio Salvago e da un funzionario della Squadra Mobile, che hanno assegnato uno degli agenti della Sala Operativa al controllo delle telecamere cittadine.  Alcune ore dopo la Mercedes è stata vista transitare nella zona sud di Catania. Le pattuglie della zona hanno agganciato i due quando hanno imboccato lo svincolo per la SS417 (la Catania-Gela) e li hanno pedinati per un breve tratto fino a quando non hanno intimato l’alt e li hanno bloccati. Scapuzzo e Nazo sono stati accompagnati negli uffici di via Ventimiglia e la Mercedes è stata ispezionata palmo a palmo. L’arma era nascosta all’interno di un incavo sottostante il vano posacenere: si tratta di una pistola di piccolo calibro, con caricatore rifornito ed una scatola contenente ulteriori 25 cartucce. Il calibro era lo stesso dei bossoli rinvenuti a San Berillo.

I due giovani, dopo un lungo interrogatorio, hanno ammesso di aver sparato contro il romeno per una sorta di risentimento personale. Il 27enne sarebbe stato contrario al fatto che i due palagonesi frequentavano due donne romene, probabilmente coinvolte in un giro di prostituzione. Un divieto che avrebbe fatto infuriare i due indagati che già un mese fa avevano cercato di colpirlo con una spranga di ferro, ma in quell’occasione il rumeno era riuscito a scappare. Volevano solo dargli una lezione – avrebbero raccontato. Una versione non convincente visto che i due, nonostante il maltempo, sono partiti da Palagonia portandosi dietro una pistola e sono andati dritti a San Berillo dove sapevano che lo avrebbero trovato. E così è stato.

Un impianto accusatorio molto solido quello raccolto dalla polizia e che ha fatto scattare l’arresto per i due giovani. Livio Gioele Nazo e Gaetano Scapuzzo Scirè, detenuti nel carcere di Piazza Lanza, dovranno rispondere dei reati di tentato omicidio aggravato in concorso, detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

 


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