Omicidio a Trapani: ucciso a coltellate, l'annuncio sui social

Omicidio a Trapani: ucciso a coltellate, l’annuncio sui social

Commenti

    Poveretta ! Si comprende l’esasperazione per la conduzione di un rapporto non di certo sereno. La circostanza che abbia ritenuto inefficaci le misure delle forze dell’ordine, fa molto riflettere in quale ambito sia avvenuto il delitto!

    Guarda che la vittima è lui non lei

    La vittima è lei ! Ci vuole un pò di intelligenza per capirlo, ma è facile!

    I social da strumenti di coloro che commettendo un furto pubblicano immediatamente le prove dello stesso o perpetrando aggressioni si mostrano in video a volto scoperto sono pure diventati mezzi per preannunciare perfino la prossima esecuzione di un omicidio. E’ inutile, è più forte di loro, si tratta di persone che hanno un concetto di privacy personale uguale allo zero e proprio per questo motivo le piattaforme social dovrebbero preventivamente fare un esame del quoziente intellettivo di chi si iscrive……

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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