Un uomo senza etichette - Live Sicilia

Un uomo senza etichette

Il personaggio
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I suoi militanti, Ferdinando Latteri, il professore, il rettore, il politico, l’amico, l’attivista, li ha salutati poche settimane addietro con un comunicato stampa sulla sconfitta dei partiti alle ultime elezioni amministrative ed un invito al “rilancio dell’Mpa”. Non è facile dire quanti giovani ha cresciuto sia professionalmente che politicamente il rettore Ferdinando Latteri, uomo di grande spessore, che difficilmente può essere collocato nella destra o nella sinistra, comunemente intese.

Le etichette gli stavano strette, mantenendo la sua posizione e il suo stile, è passato tranquillamente dal centro destra al partito democratico per poi approdare all’Mpa. Con un solo punto fermo: in segreteria, al bar, nei convegni, c’era sempre lui al centro tra tanti giovani. La sofferenza di un male terribile, non ha intaccato mai la sua presenza politica e il suo attivismo. Smagrito, col viso asciugato, il 13 aprile l’onorevole. Latteri, elegante, raffinato, ha chiesto al ministro Gelmini cosa volesse fare concretamente per contrastare il disagio che vivono le università italiane. Poco tempo prima era intervenuto sui problemi del Sud.
Con la sua eleganza, mantenendo un profilo alto, è uno dei pochi dell’Mpa che ha dimostrato di non essere succube di Raffaele Lombardo. Il rettore poteva permettersi, per la sua statura politica, numerose tiratine d’orecchie a Raffaele, al quale -a differenza di molti altri- non si è mai consegnato.

Ha lottato per l’autonomia delle Università, per il rispetto dei tempi della riforma Gelmini, non era un uomo anti-sistema, Latteri ha impersonificato il sistema, ma un sistema non monolitico, un sistema ricco di colpi di scena, ma soprattutto vicino ai giovani studenti. Non aveva altarini nell’armadio, agli amici ripeteva sempre che se di notte avessero dovuto suonare alla sua porta voleva dire che si era “scordato l’acqua aperta”.


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Commenti

    Bellissimo pezzo..,il professore Latteri credeva realmente nei giovani…

    Tutto vero, io lo posso testimoniare personalmente. Peccato il solito attacco a Raffaele Lombardo, capisco però che per lei questa è ormai una ragione di vita.

    Trovo veramente insopportabile il tentativo – culturalmente assai italico – di far della Morte (che tutti ci accomunerà) l’annullatrice d’ogni tara etica assunta, e talora persino rivendicata, in vita (tutti, indifferentemente – fate “mente locale” – si diviene “buonanime”). E quindi, senza ipocrisie mi chiedo: un politico (un uomo pubblico, dunque) che nella sua vita ha cambiato più volte, ed anche repentinamente, “casacca” è un “uomo senza etichette” o, piuttosto, un individuo cui si attaglierebbero assai meno encomiastiche definizioni?

    Certamente per molti sarà stato un buon politico!
    ma si deve ricordare x Catania anche come inesistente chirurgo e sopratutto mediocre Rettore della nostra università, atteso che quella istituzione durante e dopo la sua gestione ha navigato negli ultimi posti delle classifiche redatte dagli istituti demoscopici e pubblicati dai giornali nazionali.

    Giovanni 32. Catania

    Ciao Ferdinando,
    che la tua anima riposi in pace, chi non ha peccato scagli la prima pietra.

    Sono cresciuta con Ferdinando e Adelfio, ho trascorso ben 10 anni della mia gioventù fra le loro “milizie”, mi hanno dato veramente tanto e non solo politicamente. a chi ha scritto solo per infangare la memoria di Ferdinando dico solo che non lo conosceva realmente e quindi non sa quel che ha scritto. nessuno è perfetto… ci sono stati momenti in cui era necessario sopravvivere, non chiudere la nostra segreteria, andare avanti, bando alle etichette abbiamo sempre portato avanti le persone, le nostre, e non partiti che si nascondono dietro uno stemma sterile e freddo di fronte alle esigenze dei cittadini e soprattutto dei giovani. giovani in cui Ferdinando e Adelfio hanno sempre creduto e portato avanti. CIAO FERDINANDO, guardaci da lassù!!

    Leggere i commenti di questi giorni, rileggere le sue interviste, riascoltare i suoi interventi… Tutto amplifica e giustifica la nostalgia per un Uomo dal profilo elevatissimo e dal poliedrico impegno. Gli insegnamenti che ho tratto dalle sue parole piuttosto che dai suoi silenzi – sempre alla luce di una non comune gentile signorilità e da una disponibilità uguale verso i più grandi come verso i più umili – saranno tesoro per un futuro in cui, mi auguro, riusciremo a “fare squadra” come Egli stesso predicava… Mancherà uno degli ultimi Grandi, indiscutibilmente tale per coloro che hanno avuto la fortuna di condividere un percorso con il Professore e conoscerlo da vicino… Ciao Professore

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