PALERMO – Pietro Graziano merita di restare in carcere, non solo per avere portato un’arma clandestina in un luogo pubblico, ma soprattutto per avere tentato di uccidere una ragazza di 21 anni.
Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Lorenzo Chiaramonte che ha convalidato l’arresto in flagranza per l’arma, ampliando la contestazione con il tentato omicidio. Graziano, che il prossimo 4 giugno compirà 24 anni, è colui che ha sparato quattro colpi di pistola la notte del 25 maggio all’incrocio fra le vie Isidoro La Lumia e Quintino Sella.
Secondo il giudice per le indagini preliminari, che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica, solo il carcere può recidere i “legami con contesti criminali” grazie ai quali l’indagato è riuscito ad armarsi con un revolver Hopkins&Allen.
Le bugie di Graziano
Graziano avrebbe mentito sulla ricostruzione dei fatti, cercando di proteggere con la sua reticenza le persone che hanno partecipato alla rissa e che lo avrebbero successivamente aiutato. Una manciata di minuti prima delle tre di notte i residenti hanno chiamato il 112.
Due gruppi composti da almeno 40 persone se le stavano dando di santa ragione. La ragazza è stata colpita mentre si allontanava in auto con il fidanzato. Un proiettile ha mandato in frantumi il lunotto e le si è conficcato in testa, provocando una frattura alla teca cranica. È stata operata e non è in pericolo di vita.
La violenta rissa in via Quintino Sella
Per cosa è scoppiata la rissa? Le indagini dei carabinieri sono ancora in corso. Graziano ha spiegato che nulla sa perché, così racconta, non conosceva nessuno dei partecipanti.
Ed invece le immagini confermano che stava parlando con alcuni di loro. In particolare con un giovane sceso da una Renault Clio e non ancora identificato. Quest’ultimo stato il primo a ricevere uno schiaffo da un altro giovane giunto a bordo di una Lancia Musa.
Tutto è avvenuto sotto gli occhi di Graziano, anche il momento in cui il fidanzato della ragazza ferita riceve un pugno e risponde alla stessa maniera. È l’inizio della rissa, del tutti contro tutti. Ad un certo punto il fidanzato e la ragazza si allontanano e salgono sulla Audi Q3.
Poi gli spari, almeno quattro i colpi esplosi da Graziano che anche in questo caso avrebbe mentito. Riferisce, infatti, di avere sparato perché temeva di essere investito dall’auto e di avere mirato alle gomme.
Nel video si vedrebbe il momento in cui si sposta, tira fuori il revolver dal marsupio e spara ad altezza d’uomo, tanto da avere mandato in frantumi il lunotto.
All’inizio ha detto di essere arrivato da solo in via La Lumia, dopo avere mangiato della carne arrostita e bevuto alcol insieme a degli amici vicino alla sua abitazione che si trova in via Albergheria. Solo successivamente ha ammesso che con lui c’era anche il cugino.
Null’altro aggiunge, neppure sull’uomo che dopo avere sparato gli ha protetto il volto con una giacca nera per evitare che venisse identificato e lo ha fatto salire a bordo della Renault Clio.
C’è un altro dettaglio che emerge. Alcune ore dopo il compagno della madre di Graziano è andato a recuperare la Fiat 500 con cui il giovane era giunto in via Quintino Sella. È stato Graziano a consegnare i revolver ai carabinieri della compagnia di Piazza Verdi che sono andati ad arrestarlo a casa. Ha raccontato di averla prima nascosta in un terrazzino di pertinenza delle abitazioni e poi nel cassone di una Moto Ape.
Il racconto sull’arma
Perché un giovane di 24 anni se ne in giro armato? Graziano spiega che sette mesi fa ha subito una rapina, mai denunciata. Lo avrebbero accerchiato in sette armati di coltello. Da quel momento ha deciso di armarsi. Ancora una volta emerge una contraddizione visto che ai carabinieri del nucleo investigativo il giovane arrestato ha detto di avere comprato l’arma mezz’ora prima di andare in via Isidoro La Lumia. Da chi? Sul punto ha scelto il silenzio. Nel frattempo resta in carcere. C’è il rischio di reiterazione di reato, È un soggetto pericoloso e privo di autocontrollo.

