Villa abusiva, rinviata a giudizio| la moglie di Raffaele Lombardo - Live Sicilia

Villa abusiva, rinviata a giudizio| la moglie di Raffaele Lombardo

udienza fissata per l'8 maggio
di
18 Commenti Condividi

La sanatoria regionale non è arrivata in tempo. La moglie del presidente della Regione è stata rinviata a giudizio per gli abusi edilizi della villa di Ispica. Una villa fronte mare in una zona incantata dove appena 70 metri separano acqua da cemento, pietre e una grande tettoia sotto sequestro. Sarebbe tutto abusivo, il tentativo della difesa di dimostrare che in precedenza esisteva un fabbricato rurale non ha retto sino a questo momento: foto aeree e google maps escludono l’esistenza di fabbricati in quel posto. L’ultima parola spetta però al giudice.

L’udienza è stata fissata per il prossimo 8 maggio quando la moglie del governatore vestirà, grazie alla donazione del marito, la veste di imputata per quella villetta costruita su un basamento di cemento. Lo stesso basamento che secondo le dichiarazioni di Raffaele Lombardo doveva essere demolito nel 2004, tempo del primo sequestro. Addirittura la villa del presidente è stata inserita nel dossier “mare nostrum” del 2008. Poi le elezioni e un’assemblea regionale spaccata sul tentativo di sanare quella grande colata di cemento che negli ultimi decenni ha devastato la fascia costiera siciliana. Passando dalla villetta di famiglia del presidente della Regione e, pare, di qualche altro deputato acconsenziente.

La battaglia nelle aule giudiziarie per il destino della villetta procede da oltre un anno. I legali di Saveria Grosso aveva sostenuto che il fabbricato rurale oggetto di intervento non poteva essere definito un rudere, “trattandosi invece di preesistente organismo intatto nelle mura perimetrali ed in stato di conservazione tale da consentire un recupero fedele. Proprio per questo , l’intervento di edificazione ex novo -secondo l’accusa- della villetta fronte mare, veniva qualificato come “manutenzione straordinaria”, tipologia di intervento che necessita soltanto di una semplice denuncia di inizio attività (DIA).

La difesa della signora Lombardo lamentava anche che l’intera indagine non si fondava su una notizia criminis ma su una denuncia anonima. Ed è così che è iniziato il calvario della moglie del presidente della Regione, con la lettera di un forestale inviata a giornali e giornalisti. Per questo, la villa ceduta dal marito assomiglia sempre più ad una patata bollente. Nel mese di luglio è stato aperto un nuovo fascicolo in cui risultano indagati funzionari e dipendenti del Comune di Ispica, ma anche funzionari della Soprintendenza di Ragusa. Tutti coloro che hanno firmato gli atti sono indagati. Aspettando, magari, il tentativo di sanare tutto all’Ars.


18 Commenti Condividi

Articoli Correlati


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

Commenti

    Su una cosa ha ragione lombardo. musumeci prima e Schifani ora sono dei presidentucci che aspettano dispozione dall’alto. Per il resto i processi non hanno il compito di accertare la verità, ma di vedere se esistono prove certe per la condanna.

    Nessuno è indispensabile. Dovrebbe fare 100 passi indietro e dare spazio ad altri. Ha fatto il suo tempo. I Catanesi dovrebbero preferire un botto nuovo anche una donna capace e determinata e senza vincoli e condizionamenti, libera dalla vecchia politica fallimentare che non merita di essere premiata. Occorre mettere fine agli oligarchici a Catania , come a Palermo e Roma. Occorre mettere un limite ai mandati. Due bastano per rinnovare la politica.

    BASTAAAAAAAAAAA!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *