Vittime mafia, 17 bus da Catania |La strage degli innocenti

Vittime mafia, 17 bus da Catania |La strage degli innocenti

Vittime mafia, 17 bus da Catania |La strage degli innocenti
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite:
quando cercherai
una notizia, ci troverai
più facilmente.
AGGIUNGI

All'Università ripiantato il carrubo dedicato a Falcone e Borsellino (nella foto).

la manifestazione a Messina
di
2 min di lettura

CATANIA – I mafiosi si fanno chiamare uomini d’onore. Un onore che avrebbe un codice da rispettare. E tra queste “norme” ci sarebbe il divieto di uccidere i bambini. Ma oggi rileggendo l’elenco delle oltre 900 vittime di mafia, non pare che in questi decenni il “codice d’onore” sia stato rispettato. Bambini, ragazzi, adolescenti: “Save the children” la chiama strage degli innocenti.

La manifestazione di Libera oggi si è svolta a Messina, città dove è stata barbaramente uccisa Graziella Campagna, una delle minorenni della lunga lista. Aveva solo 17 anni nel 1958 quando fu ammazzata. Oggi c’erano anche i suoi familiari tra i tanti parenti delle vittime. Lavorava come stiratrice. Quella sera di dicembre la prelevarono alla fermata dell’autobus e la portarono in una collina. Le spararono frontalmente, a distanza ravvicinata: cinque colpi di fucile a canne mozza. Il suo corpo fu ritrovato due giorni dopo. La sua colpa fu aver trovato un’agendina in una camicia da lavare. Una camicia che apparteneva a un latitante: quel latitante scoprì che la giovane lavandaia aveva un fratello carabiniere, Pietro. Quella fu la sua condanna a morte.

Una storia che si lega a quella di Giovanni La Greca, Riccardo Cristaldi, Lorenzo Pace e Benedetto Zuccaro, i quattro “picciriddi” di San Cristoforo che furono ammazzati nel 1978, per ordine di Nitto Santapaola. Una storia raccontata nel libro “La Punizione” del giornalista Salvatore Scalia e confessata dal pentito Antonino Calderone. Furono puniti per aver scippato la mamma dello spietato capomafia, che non avrebbe avuto pietà nemmeno davanti agli occhi innocenti di quattro ragazzini. Uno di loro aveva solo 13 anni.

A Messina si sono riunite “oltre 30 mila persone”. Così come racconta l’assessore comunale di Catania Rosario D’Agata, che anche quest’anno ha rappresentato l’amministrazione comunale di Catania alla manifestazione di Libera. Tra di loro anche i fratelli Flavia e Fabrizio Famà, figli dell’avvocato Serafino ucciso dalla mafia, e Dario Montana, fratello del poliziotto ammazzato.

Sono stati 17 i pullman partiti dal capoluogo etneo. “Una bellissima atmosfera” – racconta ancora il componente della giunta Bianco. Lo scopo di queste iniziative è portare importanti messaggi di legalità ai giovani. Ma anche la politica non può stare a guardare. “All’interno degli enti si deve ripristinare la legalità in ogni settore – commenta D’Agata – e bisogna garantire ai cittadini la massima trasparenza. La gente deve avere garanzie da parte degli amministratori. La politica deve preoccuparsi di portare al suo interno uomini corretti e rispettosi della legalità”.

Un piccolo seme di legalità è stato piantato oggi a Catania. Anzi un intero albero. Nel giardino di via Biblioteca, a ridosso dell’ex monastero dei Benedettini, è stato ripiantato il carrubo dedicato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Qualche mese fa era stato vandalizzato.

Tremestieri Etneo dedicherà un evento alle vittime di mafia il prossimo 1 aprile. E’ stato deciso oggi dopo un incontro tra il sindaco Santi Rando e i rappresentanti di Libera Renato Camarda e Maria Luisa Barrera. Il programma prevede un corteo per le vie cittadine e numerose testimonianze anche di parenti delle vittime di mafia.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI