Windjet, spunta la cordata siciliana | Ma c'è anche una società indiana - Live Sicilia

Windjet, spunta la cordata siciliana | Ma c’è anche una società indiana

Un piano di salvataggio, curato dallo studio del commercialista Salvo Tripoli, permetterebbe a un cordata di imprenditori siciliani di "affittare" la compagnia, congelando i debiti, per rimetterla subito in moto.

Diverse le offerte per rilevare il vettore
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Si annuncia un fine settimana rovente per Windjet, il vettore catanese sull’orlo del fallimento che, dopo aver visto sfumare il matrimonio con Alitalia alla vigilia di Ferragosto, senza più flotta, con debiti per circa 150 milioni, pochi slot e quasi 300mila passeggeri lasciati a terra, è alla ricerca spasmodica di un piano B. Che, su questo pare non esserci dubbio, passerà attraverso una nuova società, già creata in vista dell’operazione con Alitalia, svincolata da ogni debito e provvista di certificazione di operatore aereo (Coa). Ed è su questo che si sta lavorando. Il patron della compagnia, l’imprenditore catanese Antonio Pulvirenti nei giorni scorsi ha dichiarato esplicitamente l’intenzione di ripartire con una newco, coinvolgendo anche atri investitori.

E le offerte non mancano. Avrebbe già messo sul tavolo di Pulvirenti la propria offerta il gruppo indiano Panchavaktra Group, guidato dal presidente Adi Dubash, disposto – secondo quanto risulta a livesicilia – a soddisfare ogni richiesta per acquistare la compagnia. Ma la Panchavaktra Group non è la sola interessata. Da qualche giorno si parla della Livingston di Riccardo Toto, mentre è di oggi la notizia di una cordata formata da professionisti e imprenditori siciliani intenzionata a rilevare la compagnia. Il gruppo, secondo quanto appreso dall’Ansa, ha messo a punto un piano di salvataggio, curato dallo studio del commercialista Salvo Tripoli, che suggerisce una soluzione-ponte utile ad assicurare la “continuità aziendale”: l’affitto per stralcio dell’azienda alla società che verrà creata dai componenti della cordata. Del gruppo che ha manifestato interesse fanno parte, tra gli altri, un noto imprenditore della Sicilia orientale che opera nel settore della grande distribuzione agroalimentare e alcuni ‘tecnici’, come l’ingegnere aeronautico Francesco Surace, ex dipendente Windjet, e Roberto Corrao, medico, specialista in medicina aeronautica e titolare della Aviomed, impresa specializzata nel trasporto aereo di pazienti infermi. Per quanto riguarda l’affitto, questo dovrebbe riguardare solamente quegli asset indispensabili alla ripresa immediata dei voli, con esclusione delle posizioni debitorie per le quali è possibile la composizione negoziale secondo le novità del Decreto sviluppo di fine giugno.

Il piano è la premessa per la soluzione definitiva “che sarà conveniente a tutte le parti interessate – sostengono i promotori – e consentirà l’intervento di ulteriori operatori del settore mantenendo ‘in frigo’ gli asset più importanti, poiché consentirà ai dipendenti la conservazione del posto di lavoro ed alla Windjet di negoziare la cessione di un’azienda funzionante e non disgregata ricavandone un miglior prezzo o una buona partecipazione – anche se di minoranza – nella nuova società operativa”.


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Commenti

    Vi auguro buon lavoro…

    sarà l’ennesima truffa….

    Il mio volo di ritorno da roma per Catania è stato cancellato, e mi è stato comunicato all’arrivo all’aeroporto di fiumicino, il 2 agosto alle 18. Dagli stessi operatori della winjet mi è stato detto di fare un biglietto con un’altra compagnia e di chiedere il rimborso . L’unico biglietto disponoibile per catania l’ho pagato a peso d’oro: 430 euro!!! (Mentre il biglietto che avevo fatto mi era costato 85 euro). CHI MI RIMBORSERA’???????????????

    la domanda che ti fa in……..re é sempre la stessa,perché hanno continuato ad accettare prenotazioni e fottersi i soldi pur sapendo che non erano in grado di continuare

    pochi slot? non è vero anzi è la forza contrattuale per chi voglia rilevare WJ. e motivo per cui Alitalia ha voluto coinvolgere il governo ed Enac per la soluzione degli slot (appunto) su Fiumicino e Linate.
    Sfumata la possibilità di monopolizzare (avevano tentato di metterci dentro anche Blue Panorama) le tratte interne più interessanti, Alitalia ha fatto marcia indietro contando in un intervento di emergenza (la solita in Italia) per salvare posti di lavoro e passeggeri. E’ diventata una partita a scacchi. I passeggeri penalizzati e le associazioni dei consumatori dovrebbero sperare in una soluzione più sana e cioè il rilancio della compagnia magari con investitori stranieri, visto che in Italia, l’Alitalia fa il bello e cattivo tempo con i soldi messi a disposizione due anni fa da parte dello Stato.

    Invece, c’è questa strana ansia nell’attendere la fine di questa società, di questa storia siciliana, non riflettendo che un fallimento lascerebbe tutti perdenti, anche coloro che avanzano crediti con WJ.

    Un caro saluto
    Massimo

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