Catania, primo weekend "arancione": "Vede meno gente? Non mi pare" - Live Sicilia

Catania, primo weekend “arancione”: “Vede meno gente? Non mi pare”

Una città a due velocità: gente per strada a passeggiare e saracinesche abbassate di commercianti sull'orlo del fallimento
CORONAVIRUS
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CATANIA – “Si guardi in giro. Vede meno gente in via Etnea? A me non sembra”, la riflessione di Mario, titolare di un bar è la fotografia di quello che è il centro storico catanese in questi primi due giorni di “semi-lockdown” arancione: passeggiata al centro storico, una visita alla Pescheria, una tappa tra i negozi di via Etnea. Non sembra davvero un clima da Dpcm, come c’eravamo abituati a vedere lo scorso marzo, quando Catania era diventata una città fantasma.

Catania a due velocità

Una Catania dunque a due velocità: con chi sceglie di lasciar perdere le “raccomandazioni” di stare a casa e gli esercenti di bar e ristoranti, costretti invece o a chiudere le saracinesche o a dedicarsi all’asporto. Ma non è così semplice.

Alla Pescheria il lockdown sembra lontano

Durante il giorno sembrerebbe tutto normale: le strade del centro affollate, i mercati storici come la pescheria in piazza Alonzo di Benedetto  e la fiera di piazza Carlo Alberto molto frequentati. “Certo non si può dire che ci siano problemi guardandosi in giro – dice Giuseppe appena arrivato sulle scale che portano al mercato della pescheria – tutti vicini. Mah!”. È il commento guardandosi intorno.

Chi tenta con il delivery e chi invece ha deciso di chiudere

Mario, titolare di un bar del centro, ha deciso di provarci a tenere aperto, avviando il servizio delivery. Ma non sa quanto durerà. “Noi facciamo solo asporto dalla mattina fino al pomeriggio. Qui sono rimasto solo io”, è l’amara considerazione guardando in giro le saracinesche abbassate dei colleghi. Appaiono già i primi cartelli con la scritta “cedesi attività” nelle zone della movida e lenzuola con scritte contro la chiusura dei Pub.

“Ci hanno dato la mazzata finale – racconta invece Giovanni titolare di un ristorante – noi non possiamo fare nemmeno il delivery. La nostra cucina è gourmet. Come si trasporta un piatto gourmet, cosa arriverebbe in casa del cliente. Ho preferito chiudere.”

La Confcommercio etnea ha annunciato che presenterà al TAR Lazio un esposto contro il Dpcm e le relative chiusure di attività come bar e ristoranti.

La sera non si rinuncia alla passeggiata in centro

Dalle 18,00 anche gli spostamenti sono, nelle zone arancioni, sconsigliati. Ma a guardare la gente, di sera, che passeggia tra gli splendidi palazzi tra piazza Università e piazza Duomo pare che il consiglio non sia seguito da “tutti”. In molti sostano, seduti sotto il Liotru, a godersi le temperature quasi primaverili di queste sere di novembre.

La zona “arancione”, coprifuoco e regole

Nelle Regioni arancioni, Sicilia e Puglia, il lockdown è più soft, ma il rischio di contagio da Covid-19 e la relativa tenuta del sistema sanitario è ogni giorno in aumento. Anzi ogni ora.

Una piccola sintesi su cosa prevede l’ultimo Dpcm approvato lo scorso 3 novembre, entrato in vigore il 6 novembre, e valido fino al 3 dicembre per le zone rosse.

Dalle 22,00 fino alle 05,00 è coprifuoco. Non sono consentiti spostamenti se non per comprovata necessità.

Dalle 05,00 sono consentiti gli spostamenti all’interno del proprio comune di residenza, ma viene sconsigliato ogni spostamento se non strettamente necessario. Vietato lo spostamento dal comune di residenza se non per comprovati motivi di necessità o lavoro.

Chiuse le attività di ristorazione come bar, ristoranti, pizzerie, pub, gelaterie, teatri, cinema, musei e mostre. Restano aperti i Centri Commerciali che subiranno la chiusura solo nei giorni prefestivi e festivi. Consentita solo l’attività da asporto e il delivery.

Aperti i negozi di generi elementari, calzature, abbigliamento, giocattoli, profumeria, librerie, fotografia, di articoli sportivi, supermercati, barbieri, parrucchieri e tabacchi con la possibilità di giocare al Lotto, i centri scommesse restano chiusi.

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