PALERMO – Tra il Pd e l’ala di sinistra della coalizione progressista in Sicilia c’è Cateno De Luca. Il leader di Sud chiama nord resta pomo della discordia nel fronte del centrosinistra, dove il concetto di ‘campo largo’ continua ad essere declinato in maniera diversa dai singoli componenti della coalizione.
Il dialogo tra il Pd e Cateno De Luca
A turbare l’aria di unità che si respirava pochi giorni fa all’Ars, con tutto il fronte compatto da Italia viva fino ad Avs, sono le parole pronunciate dal segretario regionale dem, Anthony Barbagallo, nel corso della Direzione regionale del partito a Niscemi. “Continuo a ritenere Sud chiama nord un interlocutore”, è stata la frase del segretario dem “nell’ottica – si legge nella nota diffusa sabato da Niscemi – di costruire un’alleanza sempre più larga”.

Avs e Controcorrente: “Si sceglie insieme”
Sul dialogo con De Luca, confermato da Barbagallo in una intervista con LiveSicilia, c’è tuttavia l’altolà di Avs. Alleanza verdi sinistra, dopo una riflessione di 48 ore, ha risposto all’alleato: “Tutte le scelte politiche ed elettorali della coalizione vanno assunte all’interno del campo progressista e con le forze politiche che stanno davvero costruendo un fronte comune in vista delle prossime elezioni amministrative”, è la posizione firmata anche da Controcorrente, movimento di Ismaele La Vardera che fu eletto all’Ars proprio con De Luca e che al momento resta l’unico candidato del centrosinistra alle prossime Regionali.
Da campo largo a campo larghissimo, ‘c’è chi dice no’
Avs e Controcorrente non hanno digerito l’accelerazione di Barbagallo: “Ogni altra uscita pubblica non è certamente il frutto di un ragionamento comune all’interno del tavolo del centrosinistra. Le aperture non concordate ad altre forze politiche, che riteniamo alquanto scomposte, possono solo ostacolare un percorso unitario che invece riteniamo importantissimo per il futuro della Sicilia”. E se Barbagallo definisce il Pd “baricentro della coalizione”, Avs e Controcorrente rispondono: “Se il Pd vuole veramente esserlo, sappia coinvolgere gli alleati e non lasci che gli stessi leggano sul giornale uscite a dir poco ‘sgangherate'”.

Montalto: “Noi e De Luca divisi anche dal Ponte”
“È prima di tutto un problema di metodo – precisano il segretario regionale di Sinistra italiana, Pierpaolo Montalto, e il portavoce di Europa verde Sicilia, Fabio Giambrone -. Se siamo una coalizione certe prese di posizione andrebbero prima discusse con gli alleati e poi, eventualmente, rese pubbliche”. Su De Luca, ad esempio, Montalto è tranchant: “Ci sono delle posizioni ideologiche che ci dividono, una fra tutte quella relativa al ponte sullo Stretto. De Luca, seppur con diverse sottolineature rispetto al progetto di Salvini, non è mai stato contrario”.
Il campo largo e il caso Messina
Le Amministrative di Messina sono uno dei punti dirimenti della questione. Nella città dello Stretto, roccaforte di De Luca che sponsorizza l’uscente Federico Basile, il Pd ha scelto di sostenere la candidatura a sindaca della consigliera comunale Antonella Russo. Il campo largo, almeno in riva allo Stretto, non diventerà ‘larghissimo’. La contraddizione di un possibile alleato che alla prima prova elettorale gioca con un’altra maglia viene così messa in luce dagli alleati a sinistra dei democratici.
Pd, moto ondoso in aumento
Il dossier alleanze, però, agita ulteriormente le acque già poco tranquille del Partito democratico. I dem, infatti, fanno i conti con la spaccatura tra la segreteria e gran parte del gruppo parlamentare all’Ars. Non è un caso che alla conferenza stampa del fronte progressista a Palazzo dei Normanni non fosse presente alcun parlamentare Pd. In questo quadro si innesta il dibattito interno sul perimetro del campo, ‘largo’ o ‘larghissimo’ con De Luca.
Il richiamo di Cracolici
Una sottolineatura autorevole, sul punto è arrivata anche in quel di Niscemi. Il presidente della commissione Antimafia regionale, Antonello Cracolici, ha posto il tema dell’unità del partito siciliano come precondizione per affrontare le prossime sfide elettorali. Cracolici, a fronte degli scenari futuri in termini di alleanze disegnati in Direzione, ha infatti ricordato ai presenti che un Pd diviso e lacerato al proprio interno rischia di essere marginale. Nessun attacco frontale alla segreteria né predilezione per una delle ipotesi in campo, ma qualche perplessità (questo sì) rispetto al metodo utilizzato finora: dubbi che nelle ultime ore si sarebbero insinuati fin dentro l’area Schlein.

