Referendum giustizia, i risultati in Sicilia

Referendum, la Sicilia boccia la riforma della giustizia: No al 61%

A Palermo boom del No col 68,93%. Tutto sull'esito del voto e le reazioni nell'Isola
GIUSTIZIA
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PALERMO – La Sicilia boccia sonoramente la riforma della giustizia. Lo spoglio del referendum costituzionale è definitivo. Il No si attesta al 60,98%. Il Sì è al 39,02%.

Ore 19.12 – “L’altro giorno ho chiuso un incontro a Palermo sostenendo che mi auguravo che l’arroganza di una politica che si voleva autoproteggere fosse seppellita da una vanga di no. Oggi non posso che esserne felice”. Lo ha detto a Catania il magistrato Nino Di Matteo sostituto procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, a margine di un incontro organizzato dall’università del capoluogo etneo, commentando l’esito del referendum sulla giustizia. “Sono sempre stato convinto – ha aggiunto – che il cittadino, quando è informato bene e quando si vuole informare, è capace di reagire ma soprattutto sono convinto che i giovani, con la loro partecipazione, ci porteranno fuori dalle patologie di un sistema che purtroppo negli ultimi anni e decenni ha dimostrato parecchie falle. La partecipazione popolare – ha concluso il magistrato – è stata assolutamente importante e la risposta è stata netta”.

Ore 18.58 – Con un rapido passaparola sui social, i sostenitori del NO al referendum sulla giustizia si sono dati appuntamento a Palermo, in piazza Politeama, per festeggiare il risultato. Dopo le prime proiezioni, è stata postata una locandina con l’immagine di una precedente manifestazione per il no, richiamando un verso dantesco: “e poi uscimmo a riveder le stelle”. Centinaia di persone manifestano con le bandiere del PD, della Cgil, dell’Anpi e del M5S. “Sono anni che ci battiamo in difesa della Costituzione. Dobbiamo andare avanti così”, ha detto Claudio Riolo, presidente del comitato per il No al referendum.

Ore 18.48 – “Siamo delusi: questo referendum rappresenta un’occasione persa per modernizzare la giustizia e avviare l’Italia verso una nuova stagione di riforme, un passaggio che difficilmente si ripresenterà nel breve periodo – dichiara l’eurodeputato Marco Falcone, vice capo delegazione di Forza Italia nel Gruppo PPE al Parlamento europeo, commentando l’esito del referendum sulla giustizia -. Il popolo è sovrano e ne rispettiamo pienamente la volontà. Allo stesso tempo, chi ha responsabilità politiche deve saper leggere questo risultato e farne tesoro per il futuro”.

«Proprio in Sicilia, poi – riflette Falcone – la sconfitta del Sì assume proporzioni ancora più rilevanti rispetto ad altre regioni, pare si superi addirittura l’Emilia-Romagna in termini percentuali. È un segnale da non sottovalutare, un forte campanello d’allarme per il centrodestra nel suo complesso e, per quanto ci riguarda, in particolare per la tenuta di Forza Italia. Le nostre roccaforti vanno difese con impegno e vicinanza alla gente, non considerate per acquisite», conclude Falcone.

Ore 18.15 – Definitivo il dato dello spoglio a Siracusa con 123 sezioni scrutinate su 123. Il No al 65,23%, Sì al 34,77%

Ore 18.09 – Definitivo il dato dello spoglio a Palermo con 600 sezioni scrutinate su 600. Il No al 68,93%, Sì AL 31,07%. I chiamati al voto erano 504.571. Hanno votato 243.130 persone. Le schede nulle sono state 888, 306 le bianche, le schede contestate 18. Nella provincia palermitana il NO ha ottenuto il 64,86%.

Ore 18.08 – Definitivo il dato dello spoglio a Catania con 336 sezioni scrutinate su 336. Il No 63,47%, Sì al 36,53%.

Ore 18.07 – Definitivo il dato dello spoglio ad Agrigento con 57 sezioni su 57 scrutinate. Il No al 56,84%, Sì al 43,16%.

Ore 18.07 – “Gli italiani si sono espressi chiaramente e hanno bocciato una modifica della Costituzione che, come la magistratura e parte della società civile avevano evidenziato, non avrebbe risolto nessuno dei tanti problemi che affliggono la giustizia e che toccano i cittadini – dice all’ANSA, dopo la vittoria del no al referendum, il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia -. Questo non vuol dire che abbiamo una giustizia soddisfacente ed efficiente. – aggiunge il capo dei pm -. Perciò da ora è necessario lavorare con sobrietà e concretezza alla soluzione delle questioni reali, cominciando col potenziare mezzi e risorse”.

Ore 18.07 – “E’ una bella vittoria popolare, abbiamo lavorato molto e non è un caso che a Palermo si sia raggiunto un risultato così significativo”. Così il presidente del comitato della società civile per il No nel referendum, Claudio Riolo, commenta la vittoria del No e le percentuali raggiunte in Sicilia e a Palermo rispetto al quadro nazionale. Per Riolo “abbiamo costruito non un campo largo ma un campo costituzionale, e da qui bisogna ripartire per liberarci alle prossime elezioni di questo governo di destra, la peggiore destra possibile”.

Ore 18.06 – “La maggioranza degli italiani ha detto No a dissennate modifiche della Costituzione che avrebbero stravolto la funzione di controllo della magistratura e l’equilibrio tra i poteri dello Stato – ha detto l’europarlamentare di Avs Leoluca Orlando -. Impediremo oggi con più forza che mai che Meloni continui a seguire l’esempio del suo amico Trump che ha in disprezzo ogni forma di legalità anche internazionale e continui a mortificare in Italia diritti ed economia. Meloni inizi a liberare il ministero della Giustizia dalla devastante presenza del ministro Nordio e del sottosegretario Delmastro”.

Ore 18.05 – “Hanno provato a smontare la Costituzione per interessi di bassa bottega, gettando fumo negli occhi dei cittadini, avvelenando i pozzi della corretta informazione e gli è andata male, malissimo – afferma Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del Movimento 5 stelle in Sicilia -. Oggi vincono le ragioni dei Padri costituenti e dei semplici cittadini. Da tutta Italia e dalla Sicilia in particolare arriva un sonoro schiaffo all’arroganza delle destre che ci hanno messo la faccia, perdendola irrimediabilmente. I nettissimi numeri siciliani – aggiunge – bocciano non soltanto una pessima riforma, ma anche il governo Schifani, incapace, improduttivo, inutile e dannoso. Ringraziamo i cittadini che hanno capito l’importanza della posta in gioco che il presidente Conte, il M5Sse il M5s Sicilia hanno sottolineato in tutti i modi e in tutte le sedi anche con grandi mobilitazioni in lungo e largo per la Sicilia. Da qui parte il conto alla rovescia per lo sfratto di Schifani e dei partiti che lo sostengono”. 

Ore 17.48 – Definitivo il dato dello spoglio di Messina con 253 sezioni scrutinate su 253. Il No 58,85%, Sì al 41,15%

Ore 17.47 – Definitivo il dato dello spoglio di Trapani con 67 sezioni scrutinate su 67. Il No al 59,39%, il Sì al 40,61%.

Ore 17.37 – Definitivo il dato dello spoglio a Caltanissetta con 56 sezioni scrutinate su 56. No al 57,84%, Sì al 42,16%.

Ore 17.27Definitivo il dato dello spoglio a Ragusa. Scrutinate 71 sezioni su 71: no al 63,35%, Sì al 36,65%.

Ore 17.23 – A Palermo città per il referendum costituzionale il NO sta vincendo col 68,96% (590 sezioni su 600). Il SI’ è al 31,04%. A Catania città (251 sezioni su 336) il NO e al 63,43% il Sì al 36,57%. A Messina (224 sezioni su 253) il NO sta vincendo col 58,97% e il SI’ è al 41,03%. A Ragusa (59 sezioni su 71) il NO è al 63,40% e il SI’ al 36,60%. A Enna (tutte le sezioni scrutinate) vince il NO col 65,63%, il SI’ è al 34,37%. Ad Agrigento (431 sezioni su 512) il no vince col 60,31%, il SI’ è al 39,69%. A Caltanissetta (39 sezioni su 56) il NO sta vincendo col 57,53% il SI’ è al 42,47%. A Trapani (47 sezioni su 67) sta vincendo il NO col 59,09% il SI’ è al 40,91%. A Siracusa (92 sezioni su 123) sta vincendo il NO col 64,91% il SI’ è al 35,09%. 

Ore 17.05 – Il comitato società civile per il ‘no’ al referendum sulla giustizia ha dato appuntamento in piazza Politeama a Palermo, alle 18, per festeggiare la vittoria del no, con lo slogan “e poi uscimmo a riveder le stelle: il No ha vinto”. 

Ore 17.02 – “E’ una giornata importante per la democrazia nel nostro Paese – dice Alfio Mannino, segretario della Cgil Sicilia -. E importante, dentro la vittoria del no, è il risultato della Sicilia. E’ il segnale che viene da un terra martoriata dalla mafia e dalla corruzione, una terra che vuole riscattarsi, che crede nei valori della Costituzione, che investe sulla giustizia e sulla possibilità di affermare la legalità. Il segnale che viene dal referendum e dalla vittoria del no è chiaro – aggiunge Mannino – questo è un voto che parla anche al futuro della Sicilia e alla possibilità reale di cambiamento ed è un segnale anche al governo della Regione che sul fronte della lotta alla corruzione, al malaffare e alla mafia non si è speso. Come Cgil – ricorda il segretario regionale del sindacato – ci siamo mobilitati per il massimo coinvolgimento popolare sui temi al centro del referendum e la risposta c’è stata nei termini della partecipazione democratica e del risultato e grande è stato il contributo delle giovani generazioni, cosa che fa ben sperare per il futuro della nostra terra”.

Ore 16.52 – A Enna definitivo il dato delle schede scrutinate in 35 sezioni scrutinate su 35: il No vince con il 65,63%, il Sì si ferma al 34,37%. In Sicilia l’affluenza alle urne tra i nove capoluoghi di provincia vede soltanto Enna e Ragusa con percentuali superiori al 50%, rispettivamente 55,79 e 53,23. A Caltanissetta ha votato il 49,49%, a Palermo il 48,2%, a Messina il 47,88%, ad Agrigento il 46,78%, a Siracusa il 46,41%, a Trapani il 43,86%. Il capoluogo con l’affluenza più bassa è stato Catania con il 42,46%. 

Ore 16.51 – In Sicilia quando sono state scrutinate 4137 sezioni su 5306 per il voto al referendum costituzionale è in netto vantaggio il “no” col 61,25%. Il “sì” è al 38,75%.

Ore 16.50 – “Siamo di fronte ad un risultato schiacciante del NO, ben oltre qualunque previsione – dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo -. In alcune realtà siciliane i voti per il No sono il doppio rispetto al Si e complessivamente il dato percentuale siciliano è in linea con quello nazionale. E’ il frutto di una grande mobilitazione che ci ha visto in prima linea, pancia terra, con oltre 100 appuntamenti in ogni angolo della Sicilia. Ma soprattutto questo è un avviso di sfratto a Renato Renato Schifani, al suo governo e al centrodestra. Sono stati travolti da scandali di ogni tipo, in particolare quelli giudiziari e speravano nell’impunità, stravolgendo la Costituzione per colpire la magistratura. Gli è andata male, anzi malissimo”.

Ore 16.46 – “La Sicilia ha urlato no all’arroganza del governo Meloni – dice Michele Catanzaro, capogruppo del Partito democratico all’Ars commentando i primi dati sul voto del referendum sulla giustizia nell’isola -. Dalla Sicilia e dal Sud arriva un segnale forte – aggiunge Catanzaro – che dobbiamo sapere coagulare in vista delle prossime sfide elettorali, regionali e nazionali”.

Ore 16.44 – In Sicilia il comune con la più bassa affluenza per il voto al referendum è stato quello di Lampedusa e Linosa col 26,93%. Quello con la maggiore affluenza è stato Godrano (Palermo) col 60,05%. A Lampedusa, con tutti i voti quasi scrutinati, ha vinto il Sì col 57,66% mentre i No sono al 42,34%. “Purtroppo è un’affluenza molto bassa, ma oltre il 61% ha votato Sì – ha spiegato il sindaco Filippo Mannino che è stato fra i sostenitori della riforma – a Lampedusa e Linosa, tanto i referendum, quanto le politiche, non vengono sentite. Solo le comunali portano in blocco gli isolani alle urne. Nel referendum che c’era stato prima di questo, l’affluenza era stata di poco oltre il 20%. Con questo siamo arrivati quasi al 27%. E’ già un risultato”.  

Ore 16.39 – Prime reazioni all’esito delle urne in Sicilia. In una nota il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera rivendica il ruolo del suo movimento a sostegno del No. “Controcorrente è stata in prima linea nella campagna per il no – dice La Vardera -. L’ho fatto assieme a Nicola Gratteri e ne vado fiero, questo è un risultato storico per la Sicilia. A metà sezioni scrutinate il no è quasi al 70%, a Palermo, un chiaro avviso di sfratto anche all’amministrazione Lagalla, mentre in Sicilia abbiamo sfondato il 60%, un dato che è destinato a crescere. Questo non può che essere un dato prettamente politico più che tecnico. La dimostrazione plastica di come il popolo siciliano senza voto organizzato possa ribaltare tutte quelle dinamiche polito-clientelari che solitamente ci sono durante le elezioni amministrative e regionali. Se fossi nella maggioranza di Schifani mi farei due domande e non esiterei ad ammettere la sconfitta meditando le dimissioni, i siciliani sono stanchi ed oggi hanno dimostrato di essere pronti al cambiamento. Serve un candidato presidente che possa parlare a tutti i siciliani, per questo oggi a maggior ragione rilancio con forza la mia candidatura. Vincere è possibile e oggi la Sicilia per bene ha detto chiaramente da che parte sta”.

Ore 16.38 – In Sicilia l’affluenza dei votanti al referendum è stata del 46,14%. L’affluenza maggiore si è registrata nella provincia di Messina col 49,18, seguita da Ragusa 47,63%, Enna 47,44%, Palermo, 46,38% e Catania 46,07%. Ad Agrigento affluenza al 43,36%, a Caltanissetta del 42,65%, a Siracusa del 45,20% a Trapani affluenza al 45,37%. In Sicilia erano chiamate al voto 3.860.499 persone in 5306 sezioni. La Sicilia è ultima tra le regioni per il dato di affluenza. Alle scorse regionali, nel 2022, ha votato il 48,81% degli elettori.

Ore 16.15 – Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e l’assessore comunale ai Servizi elettorali Dario Falzone hanno inviato una nota di ringraziamento al personale del comune impegnato nelle operazioni di voto per il referendum. “Rivolgiamo un sentito ringraziamento a tutto il personale del Comune che, nel corso di queste due giornate elettorali, ha operato con impegno, professionalità e senso del dovere per garantire il corretto svolgimento delle operazioni di voto. Un particolare apprezzamento va, inoltre, agli uffici dei servizi elettorali per l’efficace organizzazione della complessa macchina amministrativa messa in campo nelle ultime settimane”. 

Ore 16.13 – In Sicilia quando sono state scrutinate 1.376 sezioni su 5306 per il voto al referendum costituzionale è in vantaggio il “no” col 61,47%. Il “sì” è al 38,53%.

Ore 16.10 – A Palermo scrutinate 322 sezioni su 600. Netto il vantaggio del No che si attesta al 69,36%, mentre il Sì si attesta al 30,64%.

Ore 15.55 – Nell’Isola, quando sono state scrutinate 1.117 sezioni su 5306 è in vantaggio il “No” col 61.66%. Il “Sì” è al 38,34%.

Ore 15.48 – Il Comune di Bagheria ha reso noti i dati definitivi relativi alla partecipazione dei cittadini alla consultazione referendaria. Su un totale di 43.625 aventi diritto al voto iscritti nelle liste elettorali del territorio comunale, si sono recati alle urne 19.970 elettori ed elettrici. La percentuale definitiva dei votanti a Bagheria si attesta dunque al 45,78%.


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