Palermo, il boss usa i social in cella: nomi e contabilità della droga

La vita social del boss omicida: nomi in codice e contabilità della droga

boss social
Uno dei pizzini girati a Gabriele Pedalino
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite:
quando cercherai
una notizia, ci troverai
più facilmente.
AGGIUNGI
Il caso di Gabriele Pedalino di Santa Maria di Gesù

PALERMO – Il sistema dei controlli in carcere fa acqua. Con una facilità disarmante i detenuti ricevono dei telefoni cellulari e continuano a gestire gli affari della droga.

Gabriele Pedalino, mafioso di Santa Maria di Gesù, condannato con sentenza definitiva per omicidio, trascorreva le giornate smistando ordini dalle celle dei penitenziari di Ascoli Piceno prima e Livorno poi.

Il primo incontro

Le indagini dei carabinieri del Ros e dei poliziotti della Squadra mobile, sfociate in 26 arresti, sono iniziate la sera del 12 aprile 2023. L’autotrasportatore campano Gennaro Frontoso giunge in viale Regione Siciliana all’altezza della strada che sale verso Santa Maria di Gesù. Ha un appuntamento con Antonino La Mattina, Alessandro Scelta e Giovanni Bagnasco. La Mattina a febbraio 2025 è stato arrestato insieme a Pedalino per mafia. Scelta a giugno 2025 per droga assieme a Giuseppe Bronte.

Il successivo 3 maggio viene monitorato un nuovo appuntamento. Ci sono Frontoso, Pietro Rubino, Guido Riccardi e “un ragazzo di Villabate”. Quest’ultimo viene fermato. Nella macchina presa a noleggio ci sono due chili di cocaina e trenta di hashish.

Un altro foglio di contabilità scambiato via chat

“Fumo”, “erba” e “bianca”

Tutti i telefoni finiscono sotto intercettazioni ed emergono le conversazioni via chat. La Mattina, Pedalino e Lorenzo Scarantino (anche lui fra i 26 arrestati di oggi) parlano di “fumo”, “erba” e “bianca”. Di accordi siglati fra Pedalino e Giuseppe Bronte: cinque pacchi di cocaina per centomila euro. Non è l’unica compravendita ricostruita dai pubblici ministeri Francesca Dessì e Francesca Mazzocco. Via chat dal carcere discutevano di affari per 255 mila e 400 mila euro.

Antonino La Mattina

Nel corso delle indagini è saltato fuori il nome di Alban Cjapi, personaggio che ricorre nelle inchiesta sulla rete di spaccio a Roma e dintorni. È stato contattato sulla piattaforma Threema (le altre usate sono Signal e Zangi) dove ha il nome in codice “Thomas Shelby” dal protagonista della famosissima serie televisiva. Brancato avrebbe detenuto la cassa per comprare la droga, chiamata “007”. Che sia lui il depositario dei soldi emergerebbe anche dal fatto che a lui si sarebbe rivolta Concetta Profeta, la madre di Pedalino, quando ha avuto bisogno di denaro.

A novembre 2024 Gabriele Pedalino viene trasferito dal carcere di Ascoli Piceno a quello di Livorno. Il silenzio radio dura una manciata di giorni. Poi ritornano le comunicazioni. Via chat viaggiano codici di Iban bancari e fogli di contabilità con nomi e cifre.

E poi ci sono i profili Instagram. Pedalino, alias “Amestardam”, “Jack Gatsby” e “max_verstappen_91” ha una vita social intensa: le nuove tecnologie sono a disposizione dei boss nel carcere colabrodo.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI