PALERMO – Sono i soldi della droga a finanziare le famiglie mafiose del mandamento di Santa Maria di Gesù-Villagrazia. I boss continuano a gestire gli affari nonostante siano agli arresti. Ventisei persone vengono raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo.
Il blitz dei poliziotti della Squadra mobile, degli agenti della Sezione anticrimine e dei carabinieri del Ros è coordinato dalla procuratore Maurizio de Lucia e dal’aggiunto Vito Di Giorgio. Scoperta anche l’organizzazione che gestisce i traffici di droga al Villaggio Santa Rosalia.
Gli stupefacenti che riempiono le piazze di Palermo arrivano dai grossisti di Campania e Calabria. Nel caso di Santa Maria di Gesù c’è anche un fornitore albanese di cocaina con base operativa a Roma.
Nel blitz dei 181 del febbraio 2025 era emersa l’esistenza di un cartello della droga fra vari mandamenti. A svelarlo era stato un errore di Nunzio Serio, capomafia di San Lorenzo. Usava un cellulare criptato, ma fu intercettato mentre faceva dei conti con il suo braccio destro, Francesco Stagno.
Saltò fuori il nome di nome di Guglielmo Rubino, reggente di Santa Maria di Gesù che avrebbe goduto dell’appoggio di un detenuto eccellente, Francesco Pedalino, che sta scontando 30 anni di carcere per l’omicidio di Mirko Sciacchitano. Attraverso l’applicazione Signal Gabriele Pedalino (figlio di Francesco e anche lui in carcere per l’omicidio Sciacchitano), detenuto ad Ascoli Piceno, nel settembre 2023, continuava a mantenere contatti con l’esterno. Ora che è detenuto a Milano la nuova ordinanza gli è stata notificata in carcere.
In quei giorni erano stati sequestrati due grossi quantitativi di cocaina. Gabriele Pedalino riteneva che ad accollarsi la perdita dovesse essere solo Giuseppe Aliotta, che però si rifiutò. E così dal carcere fu ordinato di dare fuoco alla panineria “L’acquolina in bocca”, gestita da Salvatore Aliotta, il padre di Giuseppe che da allora iniziò a pagare.
Gli investigatori hanno analizzanto la chat dei boss e incrociato altro materiale investigativo. Oggi il blitz e la scoperta di una nuova chat sulla App Signal attraverso cui viaggiavano le disposizioni per gestire i traffici .
