Domenica al tempo del Coronavirus | "Ogni famiglia può essere chiesa"

Domenica al tempo del Coronavirus | “Ogni famiglia può essere chiesa”

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Il messaggio di speranza di padre Cosimo Scordato.

PALERMO- Padre Cosimo Scordato, rettore della chiesa San Francesco Saverio all’Albergheria, offre sempre parole pacate e gentili, in ogni trincea. Questo è il tempo del Coronavirus, delle Messe non celebrate per necessità, dei funerali in forma strettamente privata per prudenza.

“Sono misure inderogabili – dice don Cosimo -. E’ chiaro che viene a mancare l’incontro, un punto di riferimento per le persone, con la celebrazione dell’eucarestia si costruisce una comunità e tutti possono attingere a un’esperienza che ricrea, che allenta la tensione. Ma io ho lanciato un messaggio alle persone che sento, ai miei parrocchiani: trasformiamo l’emergenza in una opportunità di cambiamento”.

E il pensiero corre a chi non può restare a casa, a chi combatte in prima linea. “Dobbiamo essere grati a queste persone – dice padre Scordato – a chi sta lavorando negli ospedali, per esempio, senza fermarsi mai. E dobbiamo guardarci in faccia, perché è il momento di cambiare davvero, come dicevo. Possiamo riscoprire la famiglia che è chiesa e dedicarle qualcosa di più. Possiamo coltivare meglio le relazioni umane, con gli strumenti per comunicare di cui disponiamo. Possiamo, con i nostri familiari, raccoglierci in preghiera, promuovere riflessioni. Lo ripeto: la famiglia è una chiesa domestica, è la prima forma di ecclesialità. Ogni cristiano è profeta, sacerdote e re; l’esercizio di questa complessità ministeriale ha come luoghi privilegiati la famiglia, l’ambito del lavoro e della vita sociale. Ogni capo famiglia è il responsabile della sua comunità. Possiamo leggere salmi, si possono impartire benedizioni. Io, comunque, per i fedeli registro il Vespro e lo mando con qualche piccola riflessione, è un’occasione per scambiarsi le voci”.

Guarda lontano padre Cosimo, alla fine del diluvio: “Spendiamo tanti soldi per gli armamenti e poi un virus ci sorprende, ci mette al tappeto, ci trova senza risorse. Il nostro compito è imparare il senso della promozione umana, con la salvaguardia della salute, dei diritti e dei poveri. Abbiamo bisogno della cura della persona. Mai come in questo tempo il messaggio è chiarissimo: siamo una sola umanità. Sarebbe sbagliato, domani, ricominciare come se niente fosse accaduto. Sì, sarebbe un gravissimo errore”.

 


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