PALERMO – La “carenza dei reagenti per l’analisi dei tamponi” e il “conseguente ritardo nella consegna dei risultati” fanno ipotizzare un cambio di strategia. La Regione siciliana valuta se autorizzare l’autocertificazione di buona salute per coloro che sono rientrati da altre regioni d’Italia e ormai in quarantena da 20 giorni.
Il parere positivo è arrivato dal comitato tecnico-scientifico che scrive: “Sussistono sufficienti evidenze scientifiche che supportano il dato osservazionale che l’isolamento per più di 14 giorni (quale sarebbe la circostanza attualmente rappresentata) di un soggetto in quarantena che non abbia mostrato la comparsa di alcun sintomo respiratorio, ed, in generale, che goda ed abbia goduto di buona salute durante tutto il periodo della quarantena/isolamento, è indicativo con elevate probabilità logiche e scientifiche, di assenza di infezione. In questo caso potrebbe dichiararsi concluso il periodo di quarantena”. Naturalmente resterebbe necessario e vincolante, nell’ipotesi dell’autocertificazione, il passaggio dall’autorità sanitaria per verificare le condizioni di salute. Una verifica non a campione ma puntuale su tutte le autocertificazioni.
Di fatto si derogherebbe all’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci che impone di eseguire il tampone a tutte le persone rientrate in Sicilia dal 14 marzo. Si calcola che nella sola città di Palermo ci siano 1500 cittadini in attesa del tampone e tanti altri che lo hanno fatto il primo aprile attendono ancora il risultato.
A chiedere il parere del Comitato tecnico scientifico, il 31 marzo scorso, è stata Letizia Di Liberti, direttrice del Dipartimento regionale attività sanitarie e osservatorio epidemiologico. Mancando i reagenti, anche qualora venissero fatti tutti i tamponi – sono più di 15 mila quelli da eseguire – i risultati non arriverebbero prima di dieci giorni. La quarantena si prolungherebbe e ci sono tante persone che chiamano gli uffici dell’Asp e la Protezione civile per denunciare le intollerabili attese. Si sentono prigionieri in casa. La condizione per l’autocertificazione è che i 14 giorni di quarantena siano trascorsi senza manifestare alcun sintomo influenzale.
“Dal parere – dice il vicesegretario regionale Cimo Angelo Collodoro – si evince che già il 31 marzo l’assessorato interrogava il comitato e che la posizione assunta da Cimo sulla grave carenza di reagenti era più che fondata. A differenza di chi corre in soccorso del sistema regionale, anche a costo di negare l’evidenza, non possiamo che augurarci per il futuro che le informazioni ufficiali siano più trasparenti, coerenti e veritiere”.

