A Messina chiusi anche gli alimentari, Razza: "De Luca rettifichi"

A Messina chiusi anche gli alimentari, Razza: “De Luca rettifichi”

Commenti

    Sto De Luca è proprio fuori come un balcone!

    E’ illegittimo e incostituzionale chiudere le attività essenziali come supermercati, edicole, farmacie, librerie…
    Addirittura è passibile di denuncia, perchè mangiare e curarsi sono attività essenziali per vivere. quanto alle edicole e alle librerie, chiuderle significa distruggere un settore già in crisi

    Spiegate a De Luca che la passeggiata è un’attività fondamentale per l’organismo, perchè abbassa la glicemia, abbassa la pressione, rafforza apparato scheletrico, muscolare e respiratorio, migliora la circolazione del sangue, previene infarti e ictus…ma previene anche covid e influenza, in quanto rafforza il sistema immunitario attraverso la vitamina D.

    ‘Sto De Luca é da ricovero.
    Diagnosi: delirio da onnipotenza.

    Ormai con il covid si sono creati personaggi..

    Ecco perchè la Sicilia è ultima in tutto. Con questi politici dove dobbiamo andare pure il Nord Africa è Svizzera nei nostri confronti.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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