Aggredì l'inviata di Striscia Petyx |Sorveglianza speciale per un uomo

Aggredì l’inviata di Striscia Petyx |Sorveglianza speciale per un uomo

Commenti

    …inquadrando l’uomo tra i soggetti che vivono, almeno in parte, del provento dei loro delitti, trattandosi nella fattispecie di un individuo “che non ha mai avuto una stabile attività lavorativa e che, almeno in parte, trae sostentamento dalla propria attività delittuosa, nella quale va pure ricompresa l’occupazione abusiva di immobili”…. 《 Qui, ho si cambia la legge o chissà quali altre malefatte potranno commettere gli impostori senza una giusta e severissima punizione》.Comunque Onore alle Forze dell’Ordine ed ai Gionalisti genuini.

    La sorveglianza speciale tranne che per i paroloni giuridici che la contraddistinguono nella realtà non vuol dire assolutamente nulla. Infatti i non addetti ai lavori potrebbero erroneamente pensare che se un individuo è sottoposto a sorveglianza speciale viene costantemente controllato e monitorato da una squadra speciale di agenti così come si vede nei film polizieschi statunitensi, ma non è affatto così almeno in Italia. Se avessero voluto semmai fare qualcosa per tentare di rieducarlo, dato che la misura in questione adottata non comporta per chi la subisce alcuna limitazione alla libertà di movimento, avrebbero dovuto invitarlo, visti i precedenti specifici, a non occupare più abusivamente immobili o, in presenza di una occupazione abusiva in atto, farlo uscire dall’immobile occupato oppure, in ultima analisi, pregarlo di non aggredire più in futuro non solo troupe giornalistiche ma qualsiasi altra persona dovesse incontrare vista la manifesta incapacità di instaurare con gli altri un normale dialogo a parole anzicchè con calci e pugni.

    Dopo la vicenda Spata ad Ostia, qualcosa timidamente comincia a muoversi anche a Palermo!

    Ma buttarlo fuori da Via Savagnone, no?

    Galera niente.
    E mi pare giusto, altrimenti come si incentivano i farabutti?
    Italia, altro paese civile, democratico e garantista con i delinquenti; barbaro e dispotico con gli onesti.

    ma come fai a buttarlo fuori non lo sapete che la legge aiuta tutti questi criminali che occupano case non solo di enti ma anche di privati …andate a farvi un giro a palermo ne troverete un mare di case occupate anche ville di lusso

    si sono sprecati. che leggi assurde!!!

    Gli hanno fatto un baffo.Dovevano buttarlo fuori dall’immobile ed arrestarlo.Queste misure sono risibili per un pluri pregiudicato.

    Quindi, vediamo, abbiamo un pluripregiudicato (delitti contro cose e persone, occupazione abusiva,…). Minaccia, aggredisce e manda in ospedale due persone, il tutto con registrazione video che non lascia dubbi su come sono andati i fatti e la legge italiana cosa prevede? Sorveglianza speciale?????????????????????????????????????????????
    Ma neanche la peggiore delle repubbliche delle banane! La giustizia in Italia è ridicola.
    Questa fogna di persona avrebbe dovuto essere rinchiusa in carcere immediatamente e lì restare per un po’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI