Palermo, l'obiettivo del Comune: "Differenziata al 50% nel 2025"

Alongi: “Benissimo la differenziata a Mondello, il nostro obiettivo”

alongi assessore Palermo
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Commenti

    Gli operatori non dovrebbero tirare o sbattere i contenitori. Qualcuno li potrebbe avvisare??? Grazie!

    Fesserie che va benissimo.

    In altri comuni del palermitano raccolgono la differenziata tutti i giorni. Si parte sempre dalle zone più ricche dove ci sono le ville dei parlamentari regionali e noi della kalsa ammorbiamo nell’immondizia . Non.mi pare giusto.

    la giunta comunale di palermo è eccellente. Meno male che può annoverare tra le sue fila gli assessori Alongi e Orlando cercati sicuramente da La Galla, con la lente d’ingrandimento.

    Non capisco perché certi politici siano bravi a fare i calcoli con i portafogli dei cittadini. Mai con il loro. Tanto non rischiano nulla?

    Ma se in via Mattei ci sono topi che sembrano gatti, andate a guardare su Instagram …

    Non si capisce perché non pitano gli alberi della via Bonanno, non li curano, li abbattono e non li sistemano.

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Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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