PALERMO – Da sempre l’architetto sostiene che le sue ville siano state svendute nell’ambito di un fallimento. Ora la la terza sezione civile della Corte di appello di Palermo ha deciso di nominare un perito per fare chiarezza.
Protagonista è l’architetto Elio Amico che con la sua impresa nel 2018 stava costruendo otto ville di lusso in via Castelforte. Nacque un contenzioso che portò al fallimento. Amico, imputato in un altro processo per bancarotta, ha denunciato di essere stato stritolato dalla presunta mala gestio della procedura fallimentare del Tribunale.
Le sue imprese furono dichiarate fallite senza che ci sarebbero stati i presupposti. Le ville sarebbero state messe all’asta e svendute ad un prezzo nettamente inferiore al valore reale. A comprarle sarebbero stati gli stessi acquirenti con cui Amico aveva già stilato dei compromessi. La denuncia ha portato all’apertura di un’inchiesta ancora in corso.
Ci sono altri due fascicoli nei quali Amico risulta parte offesa: nel primo per una perizia ritenuta falsa e nell’altro per usura bancaria.
Il collegio d’appello, presieduto da Antonino Liberto Porracciolo, deve decidere se confermare o meno il rendiconto del fallimento contro cui Amico ha presentato reclamo dopo la prima approvazione da parte del Tribunale.
Un ingegnere, Maria Claudia Triolo, dovrà “accertare il valore di mercato, alla data delle rispettive vendite, delle unità immobiliari già appartenenti alla società fallita ‘Castelforte Immobiliare S.r.l.‘ e oggetto di liquidazione da parte del curatore; confrontare tali valori con quelli indicati nel rendiconto finale; indicare eventuali scostamenti e la loro incidenza sulle poste contabili del rendiconto; individuare le rettifiche necessarie affinché il rendiconto rappresenti correttamente le operazioni di liquidazione”. Il perito giurerà il prossimo 14 maggio. Potrebbe essere il primo passo per verificare la tesi che da anni l’architetto Amico porta avanti per contestare il fallimento.

