Dopo la pioggia di proiettili di due complici, il killer pentito Musumarra prende una calibro 38 a canna lunga: “Spostai -confessa il collaboratore- la testa di Leanza piegandola in avanti e gli sparai due colpi alla nuca, quindi riposai la testa e da circa 30 centimetri sparai tutti gli altri colpi mirando in testa e in faccia”. I verbali integrali sul mensile "S" (CLICCA QUI).