Assunzioni e potere: la guerra del Covid fra Asp e commissari

Assunzioni e potere: la guerra del Covid fra Asp e commissari

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    “Ma io non sono un uomo di potere. Forse una donna di potere è la dottoressa Faraoni che dirige l’Asp, lo dico con il massimo rispetto. Il rapporto, come vede, è sbilanciato”.

    Lapidario !

    Si spera che la Commissione Salute dell’Ars possa gettare un po’ di luce su questa vicenda opaca e fare dei doverosi controlli. Gli assunti cococo che hanno rispettato tutte le regole e che avevano i requisiti richiesti non avranno nulla da temere, forse si dovrebbero preoccupare invece i figli d’arte dai cognomi noti che magari hanno dichiarato il falso su uno dei requisiti previsti dai bandi o sono stati direttamente selezionati o trasferiti da uno specifico ospedale all’altro per favori politici

    Smantellare una macchina costruita con sacrificio (anche di vite) e investimenti per calo di contagi e percezione del problema nel periodo estivo non ha senso: se a settembre/ottobre ci ritroviamo di nuovo a mare meglio avere la scialuppa

    Attenzione: la politica sta creando nuovo bacino di precariato

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Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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