AstraZeneca, i Nas di Catania dissequestrano lotti vaccino

AstraZeneca, i Nas di Catania dissequestrano lotti di vaccino

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    6 casi mortali solo in Sicilia persone sanissime come lo era questo giovane militare Sig.Paterno’ Negli Usa zero dosi di Astrazeneca non lo hanno mai ordinato pur in piena pandemia, Danimarca e Norvegia lo bloccano dopo pochi giorni di utilizzo . Persino in Inghilterra patria di Astrazeneca per vaccinare i ragazzi da 12 ai 18 anni non si fidano di Astrazeneca e scelgono Pfizer come sta accadendo con i giovanissimi in tutta Europa Italia compresa. Esistono molte differenze tra un vaccino e un’altro. Il Pfizer in particolare è il più affidabile il più versatile il più sicuro in assoluto a tal punto da poter essere utilizzato indifferentemente dai 5 ai 99 anni. Quale altro vaccini lo può fare? Nel Regno Unito solo adesso i media riportano notizia di tante trombosi mortali post vaccino Astrazeneca, casi che le autorità avevano giustificato con altre patologie per non allarmare la popolazione e correre con le inoculazioni.. Ma il nostro povero militare Sig.Paternò aveva zero patologie, era sottoposto a continui controlli medici da parte della Marina Militare era sanissimo . Anche la professoressa di Palermo ,l’avvocato di Tusa, l’imprendiore di Partinico ecc. stavano bene però ora non ci sono più e chiedo ai cervelloni che difendono Astrazeneca di avere almeno rispetto per quelle famiglie distrutte. I loro cari non sono numeri statistici e il vaccino non può essere escluso del tutto. Cosa sarebbe accaduto se la magistratura avesse dichiarato correlazioni tra le trombosi e il vaccino? Milioni di cause intentate in tutta Europa per risarcimenti miliardari contro Astrazeneca. Credo fosse ovvio che tutto venisse messo a tacere ma nel dubbio nel timore nella ipotesi nella eventualità di essere quel paziente su 500 mila ad avere una trombosi mortale , come recita lo stesso bugiardino, io non mi vaccinerò mai con Astrazeneca lo lascio ai sapientoni che lo difendono per pura esigenza ideologica.

    I periti nominati dalla Procura della repubblica di Siracusa hanno accertato un nesso tra la morte di Steefano Paternò e la somministrazione di AstraZeneca, eppure è stato disposto il dissequestro di quel lotto..

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Cara Carolina, da dirigente di partito che guarda alla politica con la P maiuscola, dovresti ricordarti di quegli (ex)imprenditori Innocenti con la I maiuscola che l'antimafia ha ingiustamente distrutto. Persone oneste con la O maiuscola che davano Lavoro con la L maiuscola che la giustizia con la g minuscola ha distrutto e che questo governo non ha neanche degnato di uno sguardo. Non bastano i proclami e le interviste, non basta immergersi nello studio di proposte che non verranno mai portate avanti. Fratelli di Italia, che dice di ispirarsi a quella destra per cui ti sei tanto prodigata come matricola universitaria, non solo in tutti questi anni, nonostante i ripetuti solleciti che gli sono stati rivolti, non ha fatto nulla per aiutare le vittime riconosciute degli errori giudiziari ma ha addirittura bloccato proposte di legge che, se approvate, potrebbero ridare alla giustizia il suo autentico significato, aumentando le garanzie e senza depotenziare la lotta alla mafia. Piuttosto che accogliere l'invito del "caro direttore" , dovresti sfruttare il ruolo di primo piano che occupi in Parlamento e nel tuo partito per Fare. Ed è il momento di Fare, senza se e senza ma. Quegli imprenditori aspettano di potere tornare a fare impresa. Fino a che non si risolveranno alcuni problemi della legislazione antimafia, la cui mala applicazione ha generato disastri, distrutto imprenditori innocenti e azzerato quel tessuto produttivo che tutti a parole dicono di avere a cuore, "antimafia", "giustizia" e "impresa", saranno solo vuote parole, utili solo alla campagna elettorale e nient'altro. La mia stima nei tuoi confronti rimane immutata, nonostante l'amarezza. Colgo l'occasione per invitarti ad un dibattito pubblico su questi temi.

L'incremento dei posti programmati a Medicina giunti quest'anno a quota 27.000 a livello nazionale con l'avvio del nuovo "semestre aperto" viene comunemente presentato come la risposta risolutiva alla crisi strutturale del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, un'attenta analisi dei dati epidemiologici e gestionali evidenzia una criticità sistemica profonda. I dati diffusi dall'OCSE attestano che l'Italia presenta una densità di professionisti medici superiore a 4 unità per 1.000 abitanti, collocandosi al di sopra della media dei Paesi occidentali. Il vero fattore limitante non risiede nella carenza di laureati in medicina, bensì in una distorsione allocativa e formativa a valle. Come ampiamente documentato dai report della Fondazione GIMBE, la criticità risiede nel severo disallineamento tra i flussi d'accesso alla laurea magistrale e la capacità di assorbimento delle scuole di specializzazione post-laurea, a cui si aggiunge la scarsa attrattività del Servizio Sanitario Nazionale in termini di condizioni lavorative ed economiche. A questo quadro si aggiunge un ulteriore paradosso che aggrava la programmazione: il fenomeno dei flussi migratori formativi verso l'estero. Molti studenti che non superano i test d'accesso in Italia scelgono di immatricolarsi in università di altri Paesi, conseguendo il titolo fuori dai confini nazionali per poi rientrare e chiedere il riconoscimento della laurea. Questa scorciatoia, oltre a trasformare l'accesso a Medicina in un canale sperequato basato sulle disponibilità economiche delle famiglie, immette nel sistema professionisti la cui reale conformità pratica e clinica agli standard formativi andrebbe rigorosamente vagliata, scaricando ulteriormente un sistema già al collasso. Continuare a incrementare in modo indiscriminato i posti disponibili negli atenei, in assenza di un contestuale e adeguato potenziamento delle reti formative ospedaliere e delle dotazioni organiche, non tutela la salute dei cittadini e non aiuta i reparti in sofferenza: configura un grave errore di programmazione strategica che rischia unicamente di alimentare un'illusione occupazionale per migliaia di giovani e per le loro famiglie, immettendoli in un percorso formativo massivo per poi destinarli a un insormontabile imbuto professionale e specialistico. La tutela della salute pubblica e la salvaguardia del futuro professionale dei giovani medici richiedono un radicale cambio di paradigma: occorre superare logiche di natura propagandistica per orientarsi verso una programmazione rigorosa, fondata sul reale fabbisogno assistenziale del territorio, sul potenziamento strutturale delle aziende sanitarie e sul pieno rispetto della dignità formativa e professionale dei futuri camici bianchi.

Un premio lo meriterebbe solo per la grande umiltà, per la valorizzazione delle donne del suo staff nel tempo e per la lucidità che sta mostrando in questi momenti per lui di certo non esaltanti. Suggerisco di farglielo consegnare dai parenti di Borsellino, o Regeni, magari da seduto su una panchina rossa.

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