La casa sul fiume Eleuterio | Il Tar sconfessa il sindaco Cinque - Live Sicilia

La casa sul fiume Eleuterio | Il Tar sconfessa il sindaco Cinque

Il Comune di Bagheria

Per i giudici ci sono "numerosi dubbi sulla correttezza dello sgombero".

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PALERMO – La famiglia rimasta senza una casa potrà rientrare nell’abitazione costruita nei pressi del fiume Eleuterio. Il Tar ha deciso di sospendere l’ordinanza di sgombero del sindaco del Comune di Bagheria Patrizio Cinque accogliendo la richiesta di sospensiva nel ricorso patrocinato dagli avvocati Giovanni Puntarello e Giuseppe Marcellino, partner dello studio Legalit avvocati associati.

Il 9 novembre, dopo l’esondazione del fiume Milicia e la tragedia di Casteldaccia, il sindaco di Bagheria ha ordinato con un ‘atto contigibile e urgente’ lo sgombero di circa quaranta villette costruite vicino a letto dei torrente. Cinque ha vietato in via cautelativa e temporanea la permanenza negli immobili dal primo di ottobre al 31 di marzo e ogni qual volta si registri un’allerta meteo.

Oggi però i giudici della sede palermitana del Tar Sicilia bloccano uno dei quaranta provvedimenti di sgombero e invitano il Comune a rivedere la propria posizione. Per i magistrati infatti ci sarebbero numerosi motivi che lasciano pensare che l’ordinanza non sia legittima.

Secondo l’ordinanza il Comune aveva disposto lo sgombero dopo una “complessa attività di controllo e di sopralluogo” nelle zone a rischio idrogeologico. I giudici però mettono in dubbio questi sopralluoghi. Scrivono: “Non viene indicata né la data né il numero di protocollo del verbale di sopralluogo effettuato”. Mancano poi i motivi che avrebbero portato a indicare come critiche le condizioni della villetta così da ordinarne lo sgombero.

Per il Tar, poi, l’atto non è temporaneo. Le ordinanze contigibili e urgenti dei sindaci infatti non possono durare per sempre. I primi cittadini devono piuttosto stabilire un limite di tempo oltre cui l’ordinanza non è più in vigore. Invece, stando a quanto si legge nelle decisione giudiziaria lo sgombero disposto da Cinque“presenta il carattere di stabilità, perpetuando periodicamente il divieto di permanenza del proprietario nella propria abitazione per ben sei mesi ogni anno”. Insomma se si impedisce di entrare in una casa per sei mesi ogni anno è come se si impedisse l’uso dell’abitazione per sempre .

I giudici amministrativi rimproverano poi al Comune di essersi riparato dietro l’esistenza di un pericolo permanente per giustificare la mancanza di interventi. Bisogna piuttosto che nell’ordinanza risultino “specificate quali siano le misure ordinarie adottate dal Comune per fronteggiare detta situazione di pericolo, che con tutta evidenza non è nuova”.

Ultima critica dei giudici all’operato dell’ente locale arriva poi quanto alla “proporzionalità” del provvedimento che ha lasciato senza casa la famiglia che ha presentato ricorso. Nel 2008 il Comune di Bagheria ha dato prima il parere tecnico di compatibilità idraulica e poi la concessione in sanatoria. In quest’ultima pratica però è stato riportata la pericolosità elevata del luogo in cui sorge il fabbricato. Ma le norme consentivano comunque la realizzazione dell’edificio proprio a seguito della concessione di questo parere.


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Commenti

    Il sindaco di Bagheria certamente non era a capo dell amministrazione comunale al tempo in cui gli uffici dell urbanistica diedero per la casa in questione la compatibilità idraulica, ammesso poi che realmente la dia il comune, né la concessione urbanistica in sanatoria.
    Tra l altro gli stessi uffici che oggi parlano di elevato rischio idraulico per la medesima casa.
    Fatta questa debita premessa in Italia si gioca sempre a scarica barile.
    Rimane il fatto che Un sindaco, chiunque egli sia, quando mette le mani avanti, temendo per l Incolumità dei cittadini, diventa un vile mentre se non lo fa, quando poi scappa il morto come già accaduto a Casteldaccia, passa tra le file degli indagati. A questo punto dico giusta l ordinanza e giusta la sentenza un domani forse qualcuno potrà difendersi da una burocrazia e da una giustizia schizofrenica.

    Insomma in materia di edilizia e abusivismo all’ormai ex sindaco grillini non gliene va bene una. Peccato, si riponevano grandi speranze in quello che si è rivelato essere un grande bluff.

    Le ordinanze le firma il Sindaco, ma le preparano gli uffici. Il Comune aveva il dovere di intervenire, non è colpa di Patrizio Cinque se il ricorrente aveva ottenuto dagli uffici comunali, circa un decennio addietro, la concessione edilizia in sanatoria. Il provvedimento non dava vantaggi elettorali, anzi….ma è dovere di un’Amministrazione comunale attivarsi immediatamente per prevenire potenziali tragedie. Si può circoscrivere l’orizzonte temporale dell’ordinanza, ma il provvedimento tende all’immediata tutela di vite umane, in attesa di un intervento organico sul territorio.. Chi vive nei pressi del fiume mette a repentaglio la propria vita. Casteldaccia, purtroppo, docet.

    Mi chiedo come sia stato possibile avere una concessione in. Sanatoria in area ad inedificabilita assoluta. Se comunque ci sia stata, l’ordinanza non ha senso se non dai seguito ai lavori di mess in sicurezza. È solo per far capire che qualcosa si è fatto. Si facessero le cose serie invece di firmare ordinanze che hanno valore simbolico.

    Non credo che quanto fu rilasciata la sanatoria l’area fosse di inedificabilità assoluta

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