Oggi c'è una foto a piè di pagina nella prima di la Repubblica, foto già vista online, che più del titolo (Narcolessia - quando la politica si assopisce) ci racconta “il prima” del risveglio del presidente Schifani, del sindaco Lagalla, e ci fermiamo qui, sul “luogo comune”(?) mafia e i suoi covi o ex covi. I giornali inglesi hanno suonato la sveglia, come Der Spiegel 50 anni fa. Uguali uguali le reazioni. Beh! Ogni male... Solo per rimanere alle cose di casa nostra, lo scandalo Cefpas e quello allo Zooprofilattico proprio di questi giorni non avevano sortito risvegli con dichiarazioni. Così vanno le cose, però è vero: hanno tutti ragione, ma forse gli inglesi non hanno tutti i torti.


Si chiamano prove tecniche di avviamento alla mafia. Col benestare silenzioso di qualcuno, perché lo sanno bene che in questi Quartieri puoi fare le cose solo col “permesso” dello schifoso che comanda. Poi stranissimo il fatto che il custode non sia andato al Pronto Soccorso a farsi medicare. Viva il Palermo, ecco diamo alla gente ” u palluni” e i “babbaluci” e siamo tutti contenti….tutto a posto, niente ci fu!!!!
Una vicenda che non stupisce. Come vado spesso scrivendo e dicendo, certe aree c.d. “Popolari” di Palermo sono una cloaca di radicale degrado socio/economico, culturale e morale. I responsabili di questa aggressione sono espressione tipica di quel degrado: non è certamente un segreto che, in determinate zone, fra le quali ovviamente figura lo ZEN, ci sono ragazzini che a partire da età molto tenere (13/14 anni) sono già delinquenti fatti e finiti, socialmente pericolosi, soggetti educati fin da piccoli alla violenza ed alla prevaricazione ed incapaci di esprimersi secondo canoni diversi da questi. Trattasi di una umanità ripugnante e pericolosa, responsabile della grande maggioranza degli episodi di c.d. micro-criminalità che ammorbano la città, e costituente oltretutto terreno fertile per il reclutamento mafioso. Ovviamente l’esistenza di simili cloache di degrado dovrebbe essere motivo di profonda vergogna per le Istituzioni, che dal punto di vista storico hanno una grossa responsabilità per la loro formazione.