Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Onore alla Guardia di Finanza e alle Forze dell’Ordine!
questo succede perchè evidentemente non è previsto il carcere x questi reati fiscali , altrimenti il signore sarebbe stato già in galera dal 2011 almeno,,
Ma furbetti di cosa? Lo sapete che un impresa paga più del 60% del suo lavoro allo stato? Neanche in Cina. E’ lo Stato il ladro. Tutti bravi a parlare da impiegati pubblici e dipendenti.
Lei, parla da evasore? Oppure come commerciante che alla fine del mese si fa restituire parte dello stipendio dal lavoratore?