Cosa li mette insieme? Perché sistemarli in una foto, nella forma di ‘strana coppia’ della politica? Insomma, che ci azzeccano nello stesso ragionamento Marcello Caruso, neo-assessore alla Salute, e Nino Minardo, commissario di Forza Italia in Sicilia?
Intanto, condividono una tendenza – diciamo così – al basso profilo. Sono entrambi riservati e abbottonati. Avranno i loro bei grattacapi. E non vogliono esporsi, né commettere passi falsi dialettici.
Ma il motivo principale che li unisce è la grande responsabilità. Da Nino Minardo e da Marcello Caruso dipendono molte delle sorti future del governo e del centrodestra in crisi.
Il ‘pacificatore’
Minardo dovrà pacificare Forza Italia e il contesto generale. E’ l’uomo adatto per il suo aplomb di mediatore, con relativo e attrezzato fegato. Il rimpasto non ha sciolto i nodi delle guerre intestine della coalizione. Serviranno impegno e olio di gomito per tentare la ricucitura.
Un percorso non agevole, dopo le ultime vicende parlamentari, tra orizzonti di ‘conclavi’ e un centrodestra che si prepara a un turbolento finale di legislatura.
Le risposte sulla sanità
Marcello Caruso, in non molto tempo, ha il compito, forse, più gravoso: sistemare una sanità con diversi livelli critici, nonostante l’impegno dei predecessori. Le eccellenze non mancano, ma il funzionamento del sistema lascia ancora a desiderare.
Caruso non è strettamente un tecnico, per questo viene accompagnato da talune perplessità. Tuttavia, è dotato di pragmatismo, dote necessaria per guidare un assessorato con uno spiccato profilo politico.
I siciliani attendono risposte. La fatica quotidiana di chi è alle prese con la nostra sanità merita che, almeno, si pongano le basi per un domani migliore.
A Nino e Marcello sono dunque affidate le chiavi della pacificazione del centrodestra e di una parte rilevante del benessere dei siciliani. Dal successo o dal fallimento dipende moltissimo. Forse, quasi tutto.
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