Catania, 2021: un anno dolce amaro per il sindaco Pogliese - Live Sicilia

Catania, 2021: un anno dolce amaro per il sindaco Pogliese

Emergenze, beghe politiche, risultati, delusioni calcistiche.
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Il desiderio non confessato è che il 2021 possa finire quanto prima, magari spostando le lancette dell’orologio in avanti. Un po’ come in quel film di Paolo Villaggio. Perché tanti eventi avversi assieme sulla città di Catania è difficile che si possano ripetere. Roba da riderci su, seppur con amarezza. Come se non mancassero già i problemi ordinari. Il finale d’anno si conclude come era iniziato, tra le ondate Covid. In mezzo è successo di tutto: cenere vulcanica ininterrotta, alluvione, la grande paura chiamata Apollo, la crisi delle discariche con tonnellate e tonnellate di rifiuti riverse per strada, il crollo del tetto del liceo Boggio Lera. 

Il colpo di coda del 2021 ha riservato anche una scossa 4.8, che ha fatto tremare metà provincia, e il fallimento del Calcio Catania Spa. (La matricola). Fermiamoci qui. Perché forse è questo il dettaglio che più di altri s’incastra con le aspettative deluse del primo cittadino Salvo Pogliese, l’esponente istituzionale che più di altri aveva creduto nella possibilità che i rossoazzurri ritrovassero un assetto competitivo. 

Scricchiolii

Per il primo cittadino è stato un anno dove si è masticato amaro. La classifica di gradimento sui sindaci del IlSole24Ore, con Pogliese precipitato all’ultimo posto, è un fatto. Come lo è pure l’uscita dalla maggioranza della Lega a seguito del minirimpasto che ha portato al subentro in Giunta di Andrea Barresi e al congedo di Alessandro Porto, uomo di punto del Carroccio cittadino. Una crisi che ha provocato riflessi ben oltre Catania e che hanno indotto Matteo Salvini a chiedere a Fabio Cantarella, assessore leghista tra i più apprezzati dallo stesso Pogliese, a fare un passo indietro.  

Una crisi che è esplosa inaspettatamente nelle mani del sindaco. Proprio a lui che era riuscito a farsi garante scrupoloso di tutte le componenti politiche che lo hanno sostenuto nel 2018. Tuttavia la maggioranza in consiglio comunale resta ampia; con la possibilità che la pattuglia dei leghisti di rito Sammartino (oggi all’opposizione) possa tendere una mano responsabile all’amministrazione.  

I giudici

A Pogliese non sarà piaciuta un granché neanche la notizia che la Corte costituzionale ha respinto i rilievi sollevati dai legali del sindaco circa la sospensione per effetto della Legge Severino a seguito della condanna in primo grado per peculato circa la vicenda delle presunte spese pazze all’Ars. Sebbene – come spiega sul mensile S attualmente in edicola il costituzionalista Felice Giuffré – l’ipotesi di riattivare la sospensione sia di fatto neutralizzata, se la Consulta avesse deciso diversamente, il panettone di quest’anno avrebbe avuto ben altro sapore.  

Tutti devoti

Insomma, l’anno nuovo si aprirà non senza difficoltà. E neanche la Festa di Sant’Agata servirà a dare sollievo, anzi. Come sappiamo, le processioni non ci saranno. Del resto non c’è neanche il presidente del Comitato dei Festeggiamenti agatini, l’organo pensato affinché il governo delle giornate dedicate alla patrona di Catania possa essere condiviso da Curia e Comune. A quanto pare Pogliese vorrebbe dare un segnale alla città affinché la pandemia non abbia l’ultima parola su tutti gli aspetti della pratica devozionale. Ma dall’altro affaccio di piazza Duomo sembra sia arrivato più di un distinguo rispetto alle proposte che lo stesso primo cittadino ha presentato per individuare un nuovo presidente. 

Superato il folclore, ci sarà da gestire l’agenda politica vera e propria. Con il voto per il sindaco di Palermo, che in un modo o nell’altro vedrà Pogliese coinvolto in quanto uomo di vertice di FdI in Sicilia, e quello per il presidente della Regione. Prima ancora ci sarà la chiamata per il Quirinale, i cui effetti potrebbero (è solo uno scenario tra i tanti) innescare un ritorno anticipato alle urne. Ma quella è un’altra storia. 

I risultati

Non solo ombre, ma anche iniziative andate in porto. Il nuovo appalto settennale per la raccolta dei rifiuti, innanzitutto. Ormai manca soltanto la gara per Catania Centro e tutti i quartieri saranno interessati dalla raccolta differenziata. Nel mese di novembre, infatti, la platea dei quartieri coinvolti si è allargata in maniera decisiva. Un passaggio accompagnato anche dall’uscita di Dusty dalla gestione del servizio. 

Sul versante dei conti, Pogliese porta a casa anche l’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato. Strumento fondamentale per le sorti di un Comune dissestato. Sul fronte dei numeri, c’è da registrare anche la fusione di Amt e Sostare all’interno di un’unica partecipata con un unico consiglio d’amministrazione.

Intervistato di recente dal nostro giornale, Pogliese ha rivendicato l’efficacia di uno degli strumenti promossi dalla sua amministrazione: il regolamento per il turismo congressuale e sportivo. “Siamo l’unico Comune in Italia – ha dichiarato – che dà contributi aggiuntivi a fondo perduto per tutti gli eventi organizzati a Catania in base al numero dei pernottamenti. Questo sta determinando nuovi flussi turistici con ricadute economiche per tutti i settori”. 

Lavoro

Al netto del traffico tentacolare e del parcheggio selvaggio, l’arredo di due maxi rotonde alla Circonvallazione affidate ai privati (così come il restauro di piazza Risorgimento) hanno restituito una porzione di decoro urbano. Sulla scorta di questo è esploso lo scontro testa a testa con Enzo Bianco, una delle rare volte che il sindaco ha alzato i toni palesando tutta la sua irritazione verso l’ex rivale. Ed è ancora sull’alleanza con i privati (e l’ingresso di multinazionali) che Pogliese intende puntare per rilanciare il comparto occupazionale e “a creare 2000 posti di lavoro”. Sul versante interno, a dicembre il sindaco ha annunciato l’avvio di due distinti bandi di concorso che determineranno 130 contratti di lavoro biennale per diverse figure professionali.

In attesa di ciò, il sindaco rivendica un ultimo dato: i mercatini di Natale e le luminarie, sono stati assicurati “a costo zero per il Comune”. 


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Commenti

    Il fallimento è della totalità della politica catanese…

    Il sistema Catania non funziona. La città è fuori controllo. C’è poco da aggiungere: anche questa amministrazione, come la precedente, ha fallito.

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