Catania, i funerali di Elena: l'ultima carezza dopo l'orrore

Catania, i funerali di Elena: l’ultima carezza dopo l’orrore

Le esequie saranno celebrate dall'arcivescovo. Prevista grande folla.
MASCALUCIA
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Povera Elena, uccisa da sua madre a quasi cinque anni, in un’atrocità di sacchi neri, coltellate e sangue. Povera bambina, con i suoi attimi tremendi su quel sentiero aspro di pietra lavica e ferocia. Oggi riceverà le carezze che non ha conosciuto, nell’ultimo giorno della sua vita, quando colei che avrebbe dovuto proteggerla ha trasformato gli abbracci in colpi mortali. Saranno celebrati i funerali, alle cinque del pomeriggio, in Cattedrale, a Catania. Una comunità raggelata proverà a trovare un minimo di calore, stringendosi intorno a una bara bianca.

Nessuno potrà dimenticare il terribile che è già accaduto e non si potrà ricominciare come se niente fosse. Bisognerà conviverci, con dolore. L’orrore non abbandonerà più Mascalucia, questa dolce cittadina ai piedi dell’Etna. Resterà rappreso nel suo glicine e nel suo gelsomino, come una macchia incancellabile. Saranno tante le persone presenti alle esequie con un importante servizio di ordine pubblico. Il rito funebre, che sarà officiato dall’arcivescovo metropolita, Luigi Renna, verrà trasmesso in diretta sui canali social e yotube della diocesi.

Perché Martina Patti ha ucciso sua figlia, Elena Del Pozzo? Qual è stato il movente di un simile scempio? C’è una parola che ricorre nelle pieghe della cronaca: ‘gelosia’. Sarebbe stata la gelosia verso la nuova compagna del papà della bimba a scatenare quell’inferno di sangue. Gli investigatori stanno scandagliando nel passato. Ogni frammento, dai social, ai racconti familiari, può fornire un’indicazione preziosa. Ma c’è, comprensibilmente, molta cautela. Anche per gli esperti non è semplice. “Forse, la piccola Elena è stata la vittima innocente, il capro espiatorio che viene sacrificato, come se dovesse pagare per il dolore e per tutti – ha detto lo psichiatra Daniele La Barbera a LiveSicilia.it -. Siamo davvero dentro un abisso insondabile, qualcosa che facciamo fatica a definire”.

“Dov’era Dio in quel lunedì pomeriggio? Era con Maria Elena – sono le parole commosse di monsignor Renna – e soffriva con lei. Perché Dio è sempre dalla parte delle vittime innocenti e mai si può identificare con chi escogita delle ragioni per usare violenza”. Vorremmo esserne certi e non solo sperarlo con tutto il cuore e la fede di cui siamo capaci. Dopo tanta violenza, oggi, per Elena ci sarà una carezza. L’ultima. (Roberto Puglisi)


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