CATANIA – Un confronto sul ruolo dell’istruzione negli istituti penitenziari come strumento di inclusione e reinserimento sociale. È il tema del convegno “L’istruzione, ponte alla vita: le case detentive si aprono alla città”, organizzato dal Cpia Catania 1 nell’ambito delle celebrazioni per i dieci anni di attività della scuola.
L’iniziativa si è svolta nel Salone dei Vescovi alla presenza dell’arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna, con collegamenti online dalle case circondariali di Piazza Lanza, Bicocca, dall’Ipm e dalla sede di Caltagirone.
“La scuola opera ogni giorno per costruire percorsi di consapevolezza, cambiamento e reinserimento sociale”, ha spiegato la dirigente scolastica del Cpia Catania 1, Antonietta Panarello, sottolineando il valore del dialogo tra istituzioni, territorio e realtà detentive.
Nel corso dell’incontro si sono alternati interventi dedicati alla povertà educativa, alla didattica negli istituti penitenziari e al ruolo del volontariato nei percorsi di reinserimento. Tra i relatori anche il docente universitario Carlo Colloca, il professore Alfio Pennisi e la dirigente del Ministero della Giustizia Giorgia Gruttadauria.
Per l’arcivescovo Renna “il valore rieducativo della pena vuole reintegrare le persone nella società” e “l’istruzione è la strada più forte”. Sulla stessa linea anche l’assessore comunale ai Servizi sociali Serena Spoto, che ha ribadito l’importanza del diritto allo studio anche all’interno delle carceri.
A conclusione del convegno spazio alle testimonianze dei detenuti e alla premiazione del concorso letterario “Il mio percorso nel mondo”, dedicato alle esperienze degli studenti delle sedi detentive.

