Catania, via Castromarino: lavori finiti, non le proteste - Live Sicilia

Via Castromarino, “Finiti i lavori” ma non le proteste

Messa in sicurezza la parte rimasta dell'edificio coinvolto nei lavori per la metropolitana, gli inquilini: "Mai potuti entrare nello stabile"
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CATANIA – Il palazzo di via Castromarino tornerà presto accessibile, grazie ai lavori di consolidamento ultimati dalla ditta Cmc. Ma gli inquilini dello stabile, coinvolto nel crollo legato ai lavori per la realizzazione della metropolitana di Catania e da poco demolito, annunciano proteste: proprio a causa dei lavori di consolidamento, ricordano in una nota diffusa tramite il loro legale, sono stati tenuti lontani dai propri appartamenti, senza essere stati coinvolti nei lavori e senza sapere in cosa consistessero.

La riconsegna di parte del palazzo

I lavori di consolidamento nelle scale comuni dello stabile di via Castromarino andavano avanti dai primi mesi di quest’anno, dopo che la Cmc di Ravenna, azienda responsabile dei lavori per la metropolitana, aveva acquistato il palazzo danneggiato. Già in quell’occasione gli inquilini denunciarono l’avvio di lavori nelle scale comuni soprattutto l’impossibilità gli stessi inquilini di accedere alle proprie case.

Lo scorso 5 agosto la Cmc ha comunicato che, dopo avere abbattuto il palazzo crollato, ha finito i lavori di consolidamento sulla porzione rimanente del civico 11 e dunque che possono essere rimossi i provvedimenti di interdizione all’accesso.

Le denunce degli inquilini

Ma in tutto ciò vi è un vizio di fondo”, come scrive Giuseppe Lipera, avvocato degli inquilini di via Castromarino, in un comunicato stampa. “Da tempo i proprietari – si legge – sfollati da due anni e mezzo, non possono accedere ai propri appartamenti già danneggiati dal disastro e quindi non sono a conoscenza né dei lavori che sono stati effettuati, né del come siano stati realizzati e soprattutto temono che essi abbiano subito ulteriori danni”.

In più, all’impossibilità di accedere si erano aggiunti gli sciacalli: “A maggio – si legge nella nota di Lipera – erano stati denunciati alla polizia gravi episodi di sciacallaggio avvenuti all’interno degli appartamenti a causa della mancata sorveglianza del cantiere. Quel che è più grave è che i proprietari aspettano ancora di essere integralmente indennizzati per tutti i danni subiti in seguito al devastante crollo”.

Gli inquilini, tramite la loro portavoce, annunciano proteste: “la professoressa Oriana Pappalardo – conclude il comunicato – a nome di tutti i disastrati non risarciti, preannuncia ulteriori denunce e manifestazioni pubbliche di protesta”.


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