PALERMO – Aria di trasparenza al comune di Palermo. O almeno, ci si prova. Il dibattito in consiglio comunale sull’anagrafe degli eletti, infatti, ha riportato alla ribalta il decreto legislativo 33 dello scorso marzo, applicabile anche in Sicilia, che in ben due articoli elenca tutta una serie di obblighi sulla pubblicazione dei dati di amministratori locali e di società partecipate.
Ma sempre lo stesso decreto, all’articolo 35, impone obblighi in questo senso anche per le pubbliche amministrazioni: per questo da mesi il segretario generale Fabrizio Dall’Acqua non manca, puntualmente, di inviare a tutti i dirigenti comunali una nota con la quale chiede che venga applicata la norma. L’ultima, in ordine di tempo, è del 30 agosto. E il tutto a motivo anche del fatto che la legge questa volta, a differenza del passato, prevede multe assai salate (fino a diecimila euro) per chi trasgredisce.
Cosa cambierà (o almeno dovrebbe) con il nuovo decreto? Il Comune, al pari degli altri enti locali, è tenuto alla pubblicazione di tutta una serie di informazioni relative ai vari procedimenti amministrativi: una loro breve descrizione, l’ufficio competente, il nome del responsabile dell’ufficio con tanto di telefono ed e-mail, la modulistica necessaria, il termine entro il quale il procedimento deve essere completato, i casi di silenzio-assenso, gli strumenti a tutela del cittadino in caso di sforamento dei tempi previsti. E ancora il link ai servizi on line, le modalità per eventuali pagamenti, il gradimento degli utenti per i vari servizi. Il Comune, inoltre, non potrà più chiedere di presentare documenti di cui non abbia fornito preventivamente la modulistica.
Insomma, una vera e propria rivoluzione burocratica, all’insegna della trasparenza, che però non è ancora stata realizzata compiutamente, come ricorda lo stesso segretario generale.

