"Condannate Monterosso a 4 anni" | La richiesta dei pm di Palermo - Live Sicilia

“Condannate Monterosso a 4 anni” | La richiesta dei pm di Palermo

Il segretario generale di Palazzo d'Orleans avrebbe commesso il reato di peculato.

L'accusa alla dirigente della Regione
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PALERMO – “Condannate Patrizia Monterosso a quattro anni”. È la richiesta di pena del pm Luca Battinieri per il segretario generale della Regione sotto processo per un presunto mega peculato da 11 milioni di euro legato agli extra-budget della formazione professionale. La vicenda del processo è quella delle somme concesse agli enti di formazione in aggiunta alle cifre previste inizialmente dal Piano dell’offerta formativa regionale. “Integrazioni” che, come ha sottolineato la Corte dei conti che ha deciso pesantissime condanne, erano illegittime. Fu il nucleo di polizia tributaria della finanza a scoprirlo.

Il segretario generale della Regione sarebbe il concorrente morale del peculato milionario commesso materialmente da Anna Rosa Corsello, ex dirigente del dipartimento della Formazione che ha scelto il rito ordinario. Secondo l’accusa, l’obiettivo del loro “disegno criminoso” era quello di “sottrarre il segretario generale al giudizio di condanna nel procedimento promosso dalla Corte dei conti”. Si tratta del processo che si è concluso con una batosta ormai definitiva: la Monterosso deve sborsare quasi un milione trecento mila euro.

Quando si seppe dell’indagine contabile, la Monterosso avrebbe chiesto a Corsello di bloccare i pagamenti successivi destinati agli enti in modo da recuperare le somme e fare venire meno il danno erariale. In particolare, il segretario generale nell’ottobre 2013 con un atto stragiudiziale invitò il dirigente “a sospendere qualsiasi pagamento in favore degli enti fino a concorrere nelle somme da recuperare e ad adottare atti amministrativi di compensazione dei crediti legittimamente vantati dagli enti con quelli vantati dalla Regione”.

“Si tratta solo della prima udienza in cui ha parlato il rappresentante dell’accusa – spiegano i legali della Monterosso, gli avvocati Nino Caleca e Roberto Mangano -. Il 30 giugno toccherà alla difesa. Siamo certi di portare le prove della totale estraneità dell’imputato alle accuse. Poi, attenderemo con serenità la sentenza del giudice”.


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