Consiglio, salta il regolamento dei chioschi: manca il numero legale - Live Sicilia

Consiglio, salta il regolamento dei chioschi: manca il numero legale

In aula, quasi en passant, passano anche i riflessi delle questioni regionali
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CATANIA – Il Consiglio comunale di Catania si riadatta ai ritmi delle sedute di presenza. Così alla prima convocazione dell’aula, alle 19, il numero legale non c’è: 13 presenti non bastano per iniziare il dibattito e il pensiero corre subito alla prima delle delibere al voto, il regolamento per l’installazione dei chioschi nel Comune etneo. Già per la quarta volta in calendario e sempre mai esitato per via delle assenze. Identica sorte gli è toccata ieri sera, nonostante un barlume di speranza si fosse acceso grazie all’arrivo dei meno puntuali.

In seconda convocazione, un’ora dopo la prima, i ritardatari di maggioranza e opposizione fanno capolino a Palazzo degli elefanti e la seduta si apre con venti presenti tra i consiglieri e due tra gli assessori (Barbara Mirabella e Giuseppe Arcidiacono). Il dibattito parte: Giuseppe Gelsomino (Catania 2.0) torna sul nuovo bando, che ancora non c’è, per il parcheggio di piazza della Repubblica; Graziano Bonaccorsi (Movimento 5 stelle) chiede insistentemente la pubblicazione dei circa duecento documenti amministrativi che non rispetterebbero le norme sulla trasparenza; Lidia Adorno (M5s) vuole sapere della sede del IV municipio, danneggiata dall’alluvione dell’autunno e da allora spostata; Lanfranco Zappalà ricorda l’importanza dell’attività ispettiva dei consiglieri comunali.

Dopo le questioni amministrative, quasi en passant arrivano le questioni politiche. E le tira in ballo Emanuele Nasca (Lega), che attacca frontalmente il governo regionale guidato dal presidente Nello Musumeci: “Non ha fatto nulla per i rifiuti: l’amministrazione comunale intende avviare un confronto con quella regionale? – domanda Nasca – Mi risulta che le posizioni del partito del sindaco e quelle del governatore siano anche politicamente molto vicine”. Il riferimento è tutto regionale: mentre Fratelli d’Italia spinge per la ricandidatura dell’uscente Musumeci, parte degli alleati di centrodestra lava in piazza i panni sporchi. Così, al noto mal di pancia del forzista Gianfranco Micciché, si somma l’ironia social del leghista Luca Sammartino.

“Apprendiamo oggi che la Lega ha deciso di contestare all’improvviso l’operato del governo regionale – replica piccato Luca Sangiorgio, capogruppo dei pogliesiani in aula – Mi aspetto, quindi, che l’assessore che la Lega esprime nella giunta Musumeci si dimetta per coerenza“. Riflessi etnei di schermaglie palermitane e, a livelli più alti, romane.

Quando tocca alle risposte degli assessori, Arcidiacono annuncia – facendo le veci del collega Enrico Trantino – che la gara per piazza della Repubblica sarebbe in dirittura d’arrivo. Nel frattempo l’aula si svuota. C’è sempre da votare il famoso regolamento dei chioschi, ma la seduta non supera la verifica del numero legale. Se ne parla, di nuovo, la prossima volta.

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