Consiglio, tutto ancora in bilico| Ecco quanto ci costa l'attesa

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Sono passati quasi quaranta giorni dalle ultime elezioni ma ancora non c'è la proclamazione del nuovo consiglio comunale. L'Ufficio elettorale della caserma Bichelli è ancora al lavoro, forse nel fine settimana il risultato ufficiale.

Manca poco e il traguardo dei quaranta giorni sarà raggiunto. Il lavoro dell’Ufficio centrale per la proclamazione del nuovo consiglio comunale di Palermo continua, nonostante sia passato ormai più di un mese dalle elezioni .

Un’attesa estenuante che tiene sulla graticola quanti attendono l’esito ufficiale per festeggiare l’ingresso a Sala delle Lapidi. Secondo alcune indiscrezioni, la proclamazione potrebbe arrivare già questo fine settimana ma in ballo restano non solo il superamento o meno della soglia del 5% per la Sinistra e i Grillini, ma anche i testa a testa fra ultimi degli eletti e primi dei non eletti nelle liste di Pdl, Mpa e Pd. Secondo alcuni rumours, la sfida più delicata sarebbe quella fra Anello e Melia, che corre sul filo di lana.

Al netto dell’attesa degli interessati, però, c’è da segnalare che anche quest’anno, come nel 2007, i tempi non sono stati brevissimi a differenza di quanto succede nel resto d’Italia. Ma da chi è composto il gruppo di lavoro che ha il delicato compito di procedere alla proclamazione degli eletti? E soprattutto, quanto costa?

Attualmente, alla caserma Bichelli di San Lorenzo lavora l’Ufficio centrale presieduto da Giacomo Montalbano, giudice della Corte d’Appello, coadiuvato da un cancelliere; poi ci sono i componenti del seggio 4, ovvero presidente, segretario e scrutatori del seggio di numero più basso della circoscrizione elettorale; e infine una quindicina di dipendenti comunali che hanno per lo più compiti esecutivi e di collaborazione.

Volendo fare quattro conti, ai dipendenti comunali sono state assegnate 60 ore di straordinario pagate circa 12 euro l’ora; al magistrato, al cancelliere e ai componenti del seggio va invece un gettone di presenza, per ogni giorno lavorativo, di circa 70 euro. Il comune, sul quale gravano tutte le spese, sarà costretto a sborsare quindi una cifra che oscilla intorno ai 35mila euro, oltre alle varie spese di cancelleria.

Cifre e tempi che non si discostano troppo da quelli del 2007 e che potrebbero anche aumentare, se il compito di verifica dei verbali non dovesse terminare entro la settimana. Con buona pace delle tasche dei palermitani.


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