ROMA – Covid, dopo Omicron c’è la variante IHU: ecco cosa si sa e quanto è pericolosa. La notizia dell’individuazione di una nuova variante del Covid in un paesino della Francia vicino a Marsiglia ha sconvolto l’Europa. Gli scienziati, dopo che lo studio dei ricercatori francesi è stato pubblicato in pre-print, senza essere ancora convalidato da istituzioni scientifiche, si sono divisi nella valutazione della minaccia che può comportare. L’Oms sta ancora monitorando la situazione.
Le certezze al momento sono poche: la prima è che sono stati individuati 12 casi a Forcalquier, un piccolo comune di poco più di 4mila abitanti situato nel Sud della Francia. Il paziente zero sarebbe un viaggiatore proveniente dal Camerun. Gli effetti sui pazienti in cui è stata riscontrata la nuova variante del Covid sono simili ai sintomi manifestati dalla variante Omicron, ma si ipotizza che IHU sia ancora più rapida di Omicron per trasmissibilità. Anche se dal 9 dicembre ad oggi sono fermi a dodici i casi accertati. Un dato che divide appunto la comunità scientifica sulla portata della pericolosità di questo ceppo del Covid.
Dai primi studi emergerebbe che IHU, che discende dalla linea di un’altra variante, la “B.1.640” identificata per la prima volta in Congo e in Francia a settembre, sembrerebbe essere dotata di 46 nuove mutazioni e 37 soppressioni immunitarie, di cui 23 localizzate sulla proteina Spike. Dunque, più di quelle identificate per Omicron. Un dato che pone dei dubbi sulla possibilità di questa nuova variante di “bucare” i vaccini. Saranno comunque necessari ulteriori studi per determinare tutte le caratteristiche della variante e le potenziali minacce; solo allora l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) deciderà se metterla sotto la lente di ingrandimento o meno.

