Daniel il clochard che per troppi era 'nessuno'

Daniel il clochard che per troppi era ‘nessuno’

Questa volta non abbiamo fatto nemmeno finta che ci importasse qualcosa.
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Daniel il clochard è morto, nella città che ha accolto il chiudersi dei suoi occhi con una alzata di spalle. Stavolta non c’è stata nemmeno la finzione del cordoglio. E, tutto sommato, meglio così. Meglio, cioè, una cattiva verità che una ipocrisia con una carta da parati social di faccine e lacrimucce.

Daniel il clochard i suoi occhi li ha chiusi a piazzale Ungheria, in centro, nella ‘zona movida con qualsiasi colore’. Il Covid è un alibi in più. Non l’abbiamo visto perché c’è la pandemia in corso, ci ripetiamo. Ma sorge il motivato sospetto che sarebbe comunque andata così.

Daniel il clochard aveva trentotto anni. Probabilmente non si lavava con assiduità, forse non era simpatico e non trattava tutti con gentilezza: si può concedere. Ma quando il mondo, intorno, è un giardino per pochi, protetto da un recinto e da cartelli con la scritta ‘pussa via’ non è semplice vincere il concorso universale di Mister Garbo.

Daniel il clochard aveva due cani. E questo ce lo rende, invece, simpaticissimo. Chi parla con i cani, con i gatti e magari fraternizza, senza escludere l’amor proprio degli scarafaggi, è uno che ha già prenotato un posto in Paradiso, che è come una grande Arca di Noè. Solo che non piove mai.

E questi due cani adesso staranno soffrendo come persone, anche se si dice che siano stati adottati da Pavel, amico di Daniel. Chi non ha mai abbracciato un cane, un gatto (o uno scarafaggio) non sa quanto tutto possa essere casa, perfino il marciapiede.

Giusy Caldo non conosceva Daniel, ma conosce il dolore. E racconta: “Certo che ci sono i dormitori, ma non possono funzionare come unica opportunità con chi vive per strada, perché va costruito un rapporto. E poi nessuno lascerebbe i suoi cani per andare a dormire al riparo. Chi vive per strada ha spesso problemi di dipendenza, di solitudini, come dicevo: va costruito il rapporto umano di affetto e fiducia. Parliamo di esseri umani”.

E gli esseri umani hanno un imperdonabile vizio. Vogliono essere amati. Daniel il clochard era amato dai suoi cani e da qualche altro quadrupede o bipede. Per il resto era un signor Nessuno che ha fatto notizia nell’ora della sua morte.

E io me li ricordo tutti i signor Nessuno che ho incontrato nella mia carriera di cronista ed erano tutti qualcuno, qualcuno pure migliore di me o di altri con la casa, il salotto e perfino il camino.

E mi ricordo, come sempre, di Vicè delle Poste che stava sulla scalinata in via Roma e non permetteva che anima viva lo avvicinasse. Poi, in una notte ridondante di stelle, si lasciò accogliere dalla lettiga di un’ambulanza. Guardo qualcosa in cielo che gli ricordava la felicità. Sorrise. E morì.

(foto d’archivio)


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Commenti

    Non era nessuno perché non era sceso da un barcone . In quel caso il Sindaco si precipitatva al porto per accogliere con tutti gli onori i clandestini che le ong ci regalano. Ovviamente tutto a favore di media e telecamere per affermare sempre di più l’obiettivo di disegnare la nostra città ad immagine di straniero. Purtroppo il povero Daniel non era in queste condizioni non era visibile e funzionale alla propaganda del sindaco e delle sinistre che lo appoggiano e quindi era invisibile ed è stato lasciato solo. È questa l’ ipocrisia di chi ci amministra da 9 anni mentre 900 bare giacciono abbandonate ai Rotoli da circa un anno e la città precipita agli ultimi posti per vivibilità e qualità dei servizi e dell’ambiente. Sono tanti i ” Daniel” presenti in città senza tetto senza fissa dimora sopravvivono nell’indifferenza del Comune solo grazie al soccorso di privati e associazioni.

    Se oltre alla transizione digitale ed ecologica delle quali si riempiono la bocca Draghi ed i suoi ministri ex manager di società informatiche e telefoniche si parlasse anche di transizione verso un più efficiente stato sociale che aiuti i più deboli forse le cose in questo paese andrebbero una tantino meglio…..

    Se oltre alla transizione digitale ed ecologica delle quali si riempiono la bocca Draghi ed i suoi ministri ex manager di società informatiche e telefoniche si parlasse anche di transizione verso un più efficiente stato sociale che aiuti i più deboli forse le cose in questo paese andrebbero un tantino meglio…..

    be’ andate a Porta dei Greci al Palchetto del Foro Italico sotto i Portici del Nautico sembra di stare in India o in Africa gente che dorme ovunque..

    Vita da cani si diceva, oggi forse non più. Questi hanno avuto Daniel, ora qualcun altro li curerà. A Daniel non è andata così bene: morire a 38 anni non è solo una questione di sfortuna. C’è del marcio in Danimarca. Ma siamo a Palermo! E che vuol dire?

    MI TROVO D’ACCORDO CON TE.
    VORREI CAPIRE AL NETTO DELLA RIUSCITA DI VIA MAQUEDA PEDONALE, PER CHE COSA DOVREMMO RICORDARCI DI 9 ANNI DI AMMINISTRAZIONE POLITICA DI ORLANDO.
    TROVO DIFFICOLTA’ A TROVARE TRACCIA DEL SUO OPERATO.
    ORLANDO POLITICO DOVREBBE ESSERE UN CASO DI STUDIO, COME UN POLITICO POSSA RIMANERE A LUNGO, NEI POSTI COMANDO, SENZA RIUSCIRE A CONCLUDERE UNA MAZZA IN TUTTO QUESTO PERIODO, MA RIMANENDO AL POTERE, SOLO ACCUSANDO A DESTRA E A MANCA, DISTRAENDO SISTEMATICAMENTE L’ATTENZIONE SU SE STESSO.
    SE DOVESSIMO FARE UN CONFRONTO COSTO/BENEFICIO, CIOE’ TRA QUANTO E’ COSTATO IN TERMINI ECONOMICI AI CITTADINI IL SUO IMPEGNO IPOLITICO E I RISULTATI CHE HA PRODOTTO, CI SAREBBE DA METTERSI LE MANI NEI CAPELLI.

    PER DOVERE DI CRONACA E’ OPPORTUNO FARE UNA DEBITA PRECISAZIONE. SCUSATE IO SONO D’ACCORDO CON IL PRIMO COMMENTO A FIRMA DI “Nino”.

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