Differenziata, Catania maglia nera |A dicembre percentuale in calo - Live Sicilia

Differenziata, Catania maglia nera |A dicembre percentuale in calo

Il punto sulla situazione in città del commissario Cocina, in occasione della presentazione di un progetto per le scuole.

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CATANIA – Lo scenario sembra incoraggiante, nonostante grandi vulnus rappresentati principalmente dalle tre aree metropolitane. Stamani, in occasione di oun incontro con i dirigenti scolastici siciliani, organizzato dall’ufficio speciale per la raccolta differenziata, il commissario Salvo Cocina ha fatto il punto sulla situazione regionale e, in particolare, sulla provincia etnea, evidenziando come, da un lato, vi siano segnali incoraggianti mentre dall’altro. la situazione delle aree metropolitane, in particolare Catania, sia ancora critica. Le percentuali di differenziata sono infatti scese nel mese di dicembre 2016 sotto la quota dell’11%, rispetto al 13,23 di ottobre e al 12,74 di novembre. Un momento di confronto importante al quale però mancavano proprio gli esponenti del comune di Catania e della città metropolitana.

“Oggi abbiamo avuto una sala gremita di dirigenti scolastici dell’ambito di Catania – spiega Cocina – che abbiamo chiamato per presentare un progetto di diffusione della cultura della differenziata. Un progetto che coinvolge le quattro aree più arretrate in materia di differenziata, cioè l’area metropolitana di Catania, quella di Palermo, quella di Messina e di Siracusa, Comuni che non riescono ancora a raggiungere valori decenti di differenziata”.

Nel progetto è prevista la formazione di un ambasciatore ambientale che porterà il messaggio della differenziata nelle scuole, attraverso giochi e lavoratori, con la collaborazione dei consorzi di filiera e delle associazioni ambientaliste. “Speriamo di raggiungere cinquemila alunni e le loro famiglie – continua Cocina che si sofferma sul dato siciliano, in crescita, e su quello catanese, ancora lontanissimo dalle medie stabilite per legge.

“La situazione in sicilia è molto incoraggiante – afferma- ci sono ormai cinquanta Comuni che hanno superato il cinquanta per cento, la provincia di Catania è ad alti livelli, mentre nel capoluogo le cose sono differenti”. Mancata differenziata che equivale a minori servizi al cittadino. “I Comuni che non fanno la differenziata non rendono un servizio ai propri cittadini – spiega Cocina – che vedono loro negata la possibilità di risparmiare, mandando meno rifiuti in discarica, di inquinare meno l’ambiente, di ottenere i contributi dei consorzi. Risparmi negati a chi non fa la differenziata”.

Un sistema che potrebbe fare un ulteriore balzo, ma che non lo fa. “Purtroppo manca, per qualche amministrazione comunale che non riesce – continua-  non vuole o forse non ritiene conveniente avviare la raccolta porta a porta. Il problema del capoluogo consiste nella sua grande dimensione. La gara per il sistema porta a porta è stata avviata e spero possa concludersi nel modo migliore possibile. Quello che bisogna fare è – precisa – qualora dovessero allungarsi i tempi, fare di tutto per evitare la proroga di un sistema già vecchio quando è stato progettato e quando è stato appaltato. Non prevedeva gli obiettivi di legge e le proroghe non consentono di raggiungere questi obiettivi. In presenza di Comuni che non vogliono cambiare passo, dopo sei mesi di attività dell’ufficio speciale – conclude – e che si ostinano a fare proroghe illegittime secondo il codice degli appalti e che non prevedono il porta a porta, dobbiamo agire in modo duro”.

 

 

 


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