"Per i dipendenti dei gruppi Ars| lavoro da casa con smart working"

“Per i dipendenti dei gruppi Ars| lavoro da casa con smart working”

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Commenti

    Ahahahah…..perché, di solito lavorano?

    Ancora con questa scienziata. Tra l’altro non sa di cosa parla.

    e per il resto dei “reietti” dipendenti regionali???? Abbiamo dei politici alla schettino. Vergogna, il solito armiamoci e partite.

    Certo che se deputati ed impiegati di gruppi staranno a casa sarà un bel problema. La Sicilia sarà certamente destinata allo sbando. Ne sentiremo la mancanza.

    Perchè noi, in Sicilia, questo siamo e ci meritiamo.
    Lo smart working, che nasce per agevolare i lavoratori che si trovano in particolari condizioni di disagio o di limitazioni fisiche e/o logistiche, viene proposto per soggetti che nulla hanno da pretendere, dato che già hanno ricevuto abbastanza dalla vita.
    E probabilmente saranno proprio i raccomandati e i portaborse i soli ad usufruirne.

    la regione sicilia è recordman x assenteismo ,,,,,,,,dove sta il problema se vi state a casa,,,,,,,,,,,,,anzi forse non facendo nulla fate meno danni

    ahhh ecco! i dipendenti invece che lavorano con il pubblico li teniamo in ufficio?e vabbè di cosa ci meravigliamo, questa è la politica che NOI abbiamo votato!

    Giusto provvedimento, una volta che sono bloccate tutte le attività di gruppo, altrimenti finiamo come in lombardia

    Ci sono posti in cui i LAVORATORI si fanno in quattro per continuare a lavorare, intendendo l’attività come missione. Poi ci sono lavoratori che non vedono l’ora di trovare il cavillo per imboscarsi.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

L'assessore forse abita in Emilia. Posso tranquillamente affermare che migliaia di persone dirottate a Palermo, hanno preso qualunque mezzo pubblico per avvicinarsi a casa e poi quando possibile hanno chiesto a qualche vicino di disgrazia, un passaggio. Tanta gente dirottata a Palermo hanno ricevuto un allargamento di braccia come risposta. Poi i treni in Sicilia fanno ridere al punto che sarebbe il caso di eliminarli, che così non si dica che in Sicilia abbiamo la ferrovia. Assessore si svegli e venga in Sicilia, invece di stare in Emilia.

I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...

Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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