Disavanzo in dieci anni, Armao: |"La Corte dei conti non ha chiuso"

Disavanzo in dieci anni, Armao: |”La Corte dei conti non ha chiuso”

Commenti

    Armao fa solo chiacchiere, Musumeci rimuovilo il prima possibile.

    Sicilia da commissariare

    L’assessore Armao come al solito cerca soluzioni politiche, strano per un tecnico come lui che non ha mai preso un voto dagli elettori e che rimane in ogni stagione e governo non solo a pontificare ma soprattutto a fare danni

    Siamo nel piattume inaffidabile………….

    Se lo dice lui io ci credo, era consulente proprio della Regione a 300.000 euro, almeno così dicevano i giornali online, significa che vale…o no? Anzi, se ci pensate, ci ha perso a fare l’assessore deve essere un filantropo.

    Mischino – gli vanno spiegate bene le cose senza arrabbiarsi, con molta pazienza anche con l’ausilio di un bel pallottoliere molto colorato, così non si distrae………………

    Come si fa a mettere l’assessorato più importante nelle mani di Armao. Quando Musumeci parla di disastro procurato da 30 anni di cattiva gestione dovrebbe ricordarsi che tra questi c’era il governo Lombardo Armao!

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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