Donazioni per le Europee del 2019, il grillino Giarrusso nella bufera

Donazioni per le Europee del 2019, il grillino Giarrusso nella bufera

Commenti

    Hanno tradito in maniera profonda ed incisiva l’elettorato – rappresentano solo loro stessi – attaccati vergognosamente alla pagnotta hanno imbottito il governo di personaggi straordinariamente fuori mestiere di cui paghiamo duramente il conto.

    Negli USA, ad esempio, le donazioni di aziende e privati in favore di un candidato presidente sono sempre finalizzate ad ottenere un qualcosa in cambio nel caso venisse eletto, non certo solo per simpatia nei confronti della persona. Se non fosse così si tratterebbe solo di beneficienza che forse sarebbe meglio indirizzare verso chi ha bisogno piuttosto che ad un già ricco politico.

    negli Usa non hanno il sistema di finanziamento pubblico ai partiti.

    E’ vero, ma dipendesse da me i partiti italiani non solo li affamerei ma li abolirei del tutto sostituendo l’attuale sistema politico con una dittatura militare che è poi quello che vorrebbe, ma non trova il coraggio di dirlo, la stragrande maggioranza del popolo italiano.

    Parla per te…. grazie!

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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