E il detenuto di mafia chiede | di andare a trovare la suocera malata - Live Sicilia

E il detenuto di mafia chiede | di andare a trovare la suocera malata

La richiesta al Gup
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Stare alla larga dalla suocera? No. Un detenuto di mafia palermitano ha chiesto al Gup Lorenzo Matassa, che il mese scorso l’aveva rinviato a giudizio, un permesso straordinario per incontrare la suocera, che versa in gravi condizioni in ospedale. Proprio per le sue condizioni di salute, precisa nell’istanza di permesso l’avvocato Filippo Gallina, la donna non era potuta andare a trovare il genero, che è in carcere a Prato: da qui la richiesta di essere autorizzato a vedere la mamma della moglie, prima che sia troppo tardi. La richiesta è al vaglio della Procura, che deve esprimere un parere. Dopo che si sarà pronunciato il pool coordinato dal procuratore aggiunto Lorenzo Matassa, il Gup deciderà il da farsi. Il detenuto è a giudizio nel processo “Addiopizzo 5”, che comincera’ il 7 febbraio davanti alla seconda sezione del tribunale.


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Commenti

    E quanto ci costa la traduzione del gentiluomo detenuto? Vergogna, schifose metastasi della società civile, siamo stufi di mantenervi in vita.

    egregia danila:tempo fa avevo risposto ad un’altro utente perchè come lei, voleva eliminare questi detenuti. Cosi come sta dicendo lei non manteniamoli in vita.Io cara daniela non mi riconosco in quelli che vorrebbero eliminare i detenuti ,piccoli o grandi criminali che essendo detenuti non sono piu’ pericolosi. E quando avranno pagato il loro fio ritornano ad essere persone civili come lei, e veda la fatalità non comportandosi civilmente come lei, ritornano ad essere ristretti della loro libertà, solo quella per cui viene applicata la legge e non voglio pensare come farebbe lei a non farli rimanere in vita quale metodo vorrebbe usare? ne scelga una cosi non si macchierebbe di nessun crimine se ci fosse la gegge che prevede il suo desiderio eliminare i delinquenti. nella vita ci sono persone che hanno il vestito di agnellino e il corpo e la mente da lupo feroce vorrei tanto ch lei leggesse “dei delitti e delle pene” di cesare beccaria

    Se fossi un prete o una suora cara danila le risponderei non e nessun per giudicare e solo Dio lo puo’fare e guardi la sua trave nell’occhio inoltre le ricordo che chi parla troppo subbisce la legge del contrapasso dice dante aligheri;
    se fossi in lei pregherei per queste persone affinche cambino se hanno sbagliato e preghi anche per lei affinche possa cambiare

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