"Esercizio provvisorio di due mesi | Bilancio a gennaio, niente collegati"

“Esercizio provvisorio di due mesi | Bilancio a gennaio, niente collegati”

Commenti

    Bilancio approvato a febbraio. Governatore ma lei ne é convinto? Sicuramente ad aprile ma febbraio no. Troppi mugugni troppi pretendenti alla poltrona di assessore.

    Mi dovete perdonare ma bilanci approvati dalla stessa gente che c’era al momento dello sfascio per me non sono credibili

    E le stabilizzazioni che fine hanno fatto

    Debito spalmato in 10 anni e ai regionali si aumentano gli stipendi di 209,00 al mese ?
    Bravo musumeci vai a casa

    La tragedia è che questi SONO GLI INCOMPETENTI DOC DI IERI E DI OGGI …. ( quelli rifiutati dalla vera attività produttiva – portati sulle spalle da chi lavora ) , autorizzati da elettorati CAPRON… di ieri e di oggi. DOMANI? COSA CI ATTENDERA’?

    perfetta fotografia dell’approvazione si spera del prossimo bilancio, OBBLIGATORIAMENTE ad APRILE anche lui come nostro signore Gesu’ deve salire sul calvario ed essere crocifisso, quindi con le date ci siamo piu’ o meno

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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